Cari amici lettori,
Il libro di cui vi parlo è Come perdere un Lord in dieci giorni di Sophie Irwin, uscito il 1 luglio per Mondadori. Un romance storico che riesce a essere divertente, brillante e tenero allo stesso tempo. Se amate il Regency ma cercate un’eroina fuori dagli schemi e un lord che non sa cosa lo aspetta, siete nel posto giusto.
Titolo: Come perdere un lord in dieci giorni
Autrice: Sophie Irwin
Editore: Mondadori
Genere: Historical romance/Regency romance
Uscita: 1 luglio
Pagine: 360
Sono sempre stata attratta dai romance storici, soprattutto quelli ambientati nel periodo Regency: adoro l’eleganza dei saloni, i dialoghi arguti e quella tensione sottile che nasce tra i protagonisti molto prima che si rendano conto di essersi innamorati.
Quando ho visto questo titolo, ho sorriso: l’idea di “perdere” un lord invece di conquistarlo mi è sembrata fresca e divertente, un rovesciamento delle solite trame amorose.
In più, avevo già sentito parlare di Sophie Irwin per il suo modo di mescolare ironia e sentimento senza scadere nel banale. Sapevo che avrei trovato una protagonista con carattere e un intreccio capace di regalarmi sia risate che sospiri. Non mi sbagliavo.
Cosa succede se decidi di sabotare un fidanzamento indesiderato e finisci per scoprire che il “nemico” non è poi così male?
All’inizio sembra un gioco semplice: basta scegliere abiti capaci di far inorridire le signore più raffinate, tenere conversazioni che farebbero arrossire perfino la zia più indulgente e infrangere tutte quelle regole di etichetta che la buona società considera sacre. Lydia è maestra in questa strategia: ogni gesto, ogni parola, ogni sorriso fuori posto è studiato per mettere in fuga il suo promesso sposo.
La protagonista, Lydia Hanworth, è tutto tranne che una damina docile. È intelligente, ironica e poco incline a lasciarsi incastrare in un matrimonio combinato. Peccato che la sua famiglia abbia già deciso per lei: dovrà sposare Lord Ashford, partito ideale per qualsiasi giovane dell’alta società: bello, aristocratico, ricchissimo… e sicuro che tutte lo desiderino.
Lydia però ha un piano geniale: rovinare la propria reputazione agli occhi del lord e convincerlo a rompere l’impegno. Come? Con una sequenza di “mosse di sabotaggio”: abiti fuori moda, maniere sgarbate, conversazioni imbarazzanti. All’inizio sembra funzionare: Ashford è confuso e infastidito, e Lydia esulta in silenzio.
Le cose si complicano quando in scena compare Pip, il fratello di Lydia. Vivace, affettuoso e appassionato di misteri, Pip trascina la sorella in un’indagine in piena regola: una preziosa collana di diamanti è scomparsa, e lui è determinato a ritrovarla. Mentre cercano di scoprire il colpevole, Lydia e Ashford sono costretti a passare più tempo insieme, tra schermaglie verbali, silenzi carichi e momenti di sincera complicità.
E Lydia si accorge che l’uomo che voleva allontanare… è forse quello che le sta entrando nel cuore.
"Erano ancora mano nella mano, si rese conto. Non aveva mai tenuto per mano un gentiluomo senza il tramite di un guanto e, d'un tratto, non pensò più allo sconosciuto. Era senza fiato per tutt'altra ragione."
Questa lettura è stata come bere un bicchiere di champagne frizzante: allegra, vivace, capace di farmi sorridere anche nei momenti più inaspettati, con un retrogusto dolce che resta a lungo, proprio come le storie che si ricordano con affetto. Ho riso spesso davanti alle trovate di Lydia, soprattutto nei capitoli in cui il suo “comportarsi male” diventa un’arte raffinata, un piccolo spettacolo di creatività e ironia. Ogni sua mossa, studiata per far innervosire Lord Ashford, è un mix di esagerazione e genio comico, ma sempre con quella scintilla di intelligenza che la rende impossibile da sottovalutare.
Sotto la superficie comica, però, si muove un intreccio di emozioni autentiche: il conflitto tra dovere e desiderio, la paura di perdere la propria indipendenza, il fascino irresistibile dell’inaspettato. Sophie Irwin riesce a far emergere queste sfumature con naturalezza, alternando scene leggere a momenti di introspezione sincera, in cui i personaggi si lasciano intravedere nella loro vulnerabilità. La sottotrama investigativa, con la misteriosa sparizione della collana, aggiunge un pizzico di brivido e curiosità che si intreccia perfettamente al romance, rendendo il ritmo narrativo ancora più coinvolgente e mai scontato.
Lydia Hanworth non è la tipica eroina Regency pronta a obbedire e sorridere. Lydia ha un’intelligenza vivace, un’ironia tagliente e una determinazione che, in un’epoca in cui le donne avevano poche possibilità di scelta, diventa la sua arma più potente. Non teme lo scandalo se questo significa salvaguardare la propria libertà, e affronta ogni ostacolo con una combinazione unica di strategia e istinto. La sua capacità di mettere in scena comportamenti volutamente “inadatti” è tanto esilarante quanto rivelatrice: dietro ogni provocazione si intravede una donna che sa di meritare di più di un matrimonio di convenienza. È impossibile non affezionarsi a lei perché, pur con tutta la sua sicurezza, lascia filtrare momenti di vulnerabilità che la rendono vera.
Lord Ashford è in apparenza, il prototipo del gentiluomo aristocratico: educato, composto, un po’ rigido e consapevole del proprio rango. All’inizio, la sua freddezza e il suo senso di superiorità lo rendono quasi irritante, ma proprio questo contrasto rende così piacevole assistere alla sua evoluzione. A poco a poco, attraverso le schermaglie con Lydia e le situazioni inaspettate in cui si ritrova coinvolto, lascia intravedere un lato più caldo e umano. È il tipo di personaggio che conquista lentamente, quando abbassa le difese e mostra di saper ridere persino di se stesso.
Se Lydia è l’astuzia e Ashford la compostezza, Pip è il cuore pulsante della storia. Fratello affettuoso e alleato incondizionato, è sempre pronto a sostenere Lydia, anche quando questo significa seguirla in imprese un po’ folli. La sua passione per le indagini, e la convinzione incrollabile di avere un talento da detective, lo porta a generare alcune delle scene più divertenti del romanzo. Ma Pip non è solo un personaggio comico: la sua lealtà e la capacità di leggere le emozioni degli altri aggiungono calore e profondità alla trama.
Come perdere un Lord in dieci giorni è un romance regency frizzante e irresistibile.
Sophie Irwin mescola con abilità ironia, mistero e sentimento, regalandoci una storia che fa sorridere e sospirare in egual misura. I dialoghi brillano, le situazioni comiche non risultano mai forzate e il percorso emotivo dei personaggi è credibile e appagante.
Se vi piacciono le storie d’amore ambientate tra saloni scintillanti e segreti nascosti, con protagoniste intelligenti e capaci di scrivere le proprie regole, questo libro merita un posto d’onore nella vostra libreria… e nel vostro cuore.



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