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lunedì 13 febbraio 2017

Recensione ''Undici minuti'' di Paulo Coelho

Ciao carissimi amici,
oggi voglio parlarvi di Undici minuti di Paulo Coelho edito Bompiani. E' il libro con il quale ho concluso il mio 2016 e devo dire che è stato il modo perfetto per chiuderlo. Vi lascio in compagnia della mia recensione e di alcuni piccoli estratti.
Buona lettura!


Titolo: Unidici minuti
Autore: Paulo Coelho
Genere: Narrativa
Editore: Bompiani
Uscita: 13 novembre 2013
Pagine: 260
Prezzo:  11,90 €

“Il mio obiettivo è comprendere l’amore.” Così scrive Maria, la protagonista del sorprendente romanzo di Paulo Coelho, all'inizio del suo diario. Maria è una ragazza del sertão brasiliano che, dopo aver incontrato un impresario teatrale sulla spiaggia di Rio de Janeiro, si lascia sedurre dal miraggio di una vita diversa. Trasferitasi a Ginevra, sfumato rapidamente il sogno di lavorare come ballerina di samba, la ragazza, con l’ingenuo cinismo di chi non ha ancora conosciuto il vero amore, affronterà la vita come un’avventura, cercando di conoscere il mondo e l’anima delle persone attraverso la lente dei fugaci incontri che la sua attività le impone, finché un pittore non saprà aprirle le porte di una nuova consapevolezza. Dall'autore di L’Alchimista, una sconvolgente meditazione sul sesso come strumento di conoscenza e di esplorazione di sé, un meraviglioso percorso di risveglio sensuale, emotivo e spirituale.


 

‘’C’era una volta una prostituta di nome Maria.

Come tutte le prostitute, era nata vergine e innocente e, nell'adolescenza, aveva sognato di incontrare l’uomo della sua vita (ricco, bello, intelligente), di sposarsi (in abito bianco), di avere due figli (che da grandi sarebbero diventati famosi) e di vivere in una bella casa (con vista sul mare).’


Sapete quando capisco che un libro mi sta piacendo? Quando sento che mi sta parlando, quando le parole sembrano essere scritte per me, quando ho l’impressione di essere stata scoperta, di non avere più niente da dire perché ci sta pensando il libro al posto mio. Ecco, è questo quello che ho sentito leggendo Undici minuti. Le parole di Maria, la protagonista, sono disarmanti e in grado di sconvolgerti con la verità che vi portano dietro.  Era da un po’ che avevo comprato il libro ma non so perché posticipavo sempre la lettura. Coelho è uno di quei pochi autori che leggerei a prescindere dalla storia; ha un modo unico di parlare della vita e dell’amore, in grado di farti vedere un altro punto di vista, uno che non avevi preso in considerazione, uno che avevi dato per scontato; è in grado di farti cambiare idea dimostrandoti che c’è molto di più rispetto a quello che tu consideravi verità. Lui sa intrecciare in modo perfetto il lato poetico con la realtà, e io sono un'amante di questo stile. Credo, anzi sono sicura, che le tante esperienze di vita di Coelho hanno un ruolo molto importante nel modo in cui riesce a portare in vita i suoi personaggi, e nel modo in cui li sviluppa.
In Undici minuti la nostra protagonista, Maria, è una bellissima ragazza brasiliana che si lascia ingannare dal sogno di una vita del tutto diversa da quella che stava vivendo. Maria non si è mai sentita parte dell’ambiente in cui è cresciuta, si considera diversa dalle sue coetanee; e nel momento in cui incontra un imprenditore svizzero, pieno di promesse di renderla una star della samba a Ginevra, si lascia travolgere e decide di trasferirsi. In questa prima parte del libro ho trovato Maria un personaggio leggermente antipatico; si considerava superiore rispetto agli abitanti del suo paese a causa della sua bellezza disarmante e perché pensava di essere più consapevole della vita. E’ un atteggiamento che mi provoca fastidio non solo in un personaggio di finzione ma anche nelle persone che mi circondano. Il sentirsi nella condizione di giudicare le scelte di vita degli altri partendo dalle proprie emozioni e sensazioni lo vedo come un atteggiamento presuntuoso e superficiale. Questa sensazione su Maria per fortuna dura poco e tutto cambia una volta ritrovatasi a Ginevra, quando vede la realtà dei fatti e quando si troverà a dover scegliere. Maria rappresenta un po’ tutti noi, rappresenta l’animo di colui che è sempre alla ricerca dell’amore, alla ricerca della vita, della felicità. Lei sceglie di diventare prostituta, da una parte perché le difficoltà economiche la costringono, ma per lo più rimane una sua scelta; lei stessa afferma che poteva benissimo decidere di tornare in Brasile. Coelho non fa di Maria una vittima, ma una donna che sceglie di seguire il destino, di sfidare i suoi principi e i suoi sogni. Ho visto la scelta di Maria come una risposta alla vita, come se stesse cercando di dirle che non poteva pretendere che lei si tirasse indietro o che dicesse di no ad una domanda che la stessa vita aveva deciso di porle. E’ qui che io rischio sempre di perdermi con Coelho; lui sceglie di mettere i suoi personaggi al confine dei loro limiti, è come se li spingesse di proposito in modo tale da far vedere tutto quello che potrebbe accadere. La difficoltà, a mio parere, sta nel capire quando si oltrepassa il limite, quando si deve dire basta, quando bisogna ritirarsi; è difficile perché quando si è dentro ad un cerchio si fa fatica a vedere la via d’uscita.   
  
‘’Per il momento sono troppo sola per pensare all'amore, ma devo convincermi che tutto passerà, che troverò un impiego e che sono qui perché ho scelto questo destino. La mia esistenza è come le montagne russe – si, la vita è un gioco forte e allucinante, la vita è lanciarsi con il paracadute, è rischiare, è cadere e rialzarsi, è alpinismo, è voler raggiungere la vetta di se stessi, e ritrovarsi insoddisfatti e angosciati quando non ci si riesce.’’


Più si va avanti e più diventa difficile per Maria decidere di smettere di essere una prostituta, per lei ormai è semplicemente un atto fisico senza alcun coinvolgimento emotivo. In molti erano riusciti ad avere il suo corpo ma mai la sua anima. Nessuno era riuscito a vedere oltre quella facciata di femme fatal, oltre quella falsa sicurezza.



Tutto sta per cambiare quando nella sua vita entra un pittore che cercherà di leggerla. E’ con lui che Maria imparerà il significato dell’amore, di quell'amore che non possiede ma ti libera, di quell'amore che non pretende niente, ma solo offre.  Tramite le pagine del diario di Maria vedremo il cambiamento del suo animo, di quello che lei sente e pensa dell’amore. Mentre lei conosce se stessa, capisci di iniziare a conoscere anche tu qualcosa di te stesso, è come uno scambio di emozioni tra le sue parole e le tue esperienze e pensieri. Credo sia veramente difficile e raro trovare un personaggio che si rivolge direttamente a te, un personaggio che seppur diverso da te, seppure prende decisioni che probabilmente non avresti mai preso, ti conosce nel profondo. E’ cosi che mi sono sentita tra quelle pagine: senza alcun velo che cerca di nascondere la verità,  semplicemente io. Ed è proprio questa sensazione che rende il libro per me unico, non la storia, non i personaggi, ma i sentimenti e le emozioni e l’amore.

‘’Arriviamo a conoscerci soltanto quando raggiungiamo i nostri limiti. E questo è vero. Eppure può anche essere considerato erroneo, perché non è importante conoscere tutto di noi stessi. L’essere umano non è fatto solo per ricercare la saggezza, ma anche per arare la terra, aspettare la pioggia, piantare e raccogliere il grano, fare il pane.
Io sono due donne: una desidera sperimentare tutte le gioie, tutte le passioni, tutte le avventure che la vita può dare; l’altra vuole essere schiava della routine, della vita familiare, delle cose che si possono pianificare e raggiungere. Io sono la prostituta e la casalinga, che vivono nello stesso corpo, e lottano l’una contro l’altra.’’

Un libro che fa riflettere e mettere in dubbio quello che avevi preso per scontato; una storia di auto scoperta che ti fa percorrere un viaggio nelle profondità dell’anima, una storia alla scoperta dell’amore.
Conto sulle dita i libri che rileggerei più e più volte, e questo è sicuramente tra quelli perché sono convinta che scoprirei e percepirei nuove sfumature che forse la prima volta mi sono sfuggite; e sono sicura che svelerei un altro segreto dell’animo umano.

‘’Nell’amore, non si può ferire nessuno. Ognuno di noi è responsabile di quello che prova, e non può incolparne l’altro.
Io mi sono sentita ferita quando ho perduto gli uomini dei quali mi ero innamorata. Oggi sono convinta che non si perde nessuno, visto che non si possiede nessuno.
Questa è l’autentica esperienza della libertà: avere la cosa più importante del mondo senza possederla.’’


Una scrittura scorrevole, in grado di trascinarti con le sue parole come un potente fiume fino a farti trovare in una valle piena di consapevolezza ed emozioni. Questo libro mi ha fatto ricredere su Paulo Coelho; avevo iniziato a leggere più di un anno fa Lo Zahir e lasciato a metà perché la storia non mi piaceva e i personaggi erano per me alquanto antipatici e noiosi; dopo aver finito e amato alla follia Undici minuti ho ripreso Lo Zahir e l’ho finito in due giorni ( e credetemi quando vi dico che io ho bisogno almeno di una settimana per leggere un libro). Non sono riuscita comunque ad innamorarmi della storia e dei personaggi ma ho finalmente capito le parole di Coelho, il loro senso e quello che lui voleva trasmettere. Penso che per apprezzare veramente le sue storie bisogna lasciarsi alle spalle i pregiudizi e, più che capire, saper ascoltare quello che il cuore ha da dire. 
Non mi dilungo, altrimenti parlerei all'infinito della magia che solo Coelho sa creare.
Lo consiglio vivamente!






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