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martedì 30 maggio 2017

Recensione "Dove tutto è a metà" di Federico Zampaglione e Giacomo Gensini

Buongiorno carissimi amici,
oggi la nostra Concetta ci parla del libro scritto dal leader dei Tiromancino, Federico Zampaglione, con Giacomo Gensini, "Dove tutto è a metà", edito da Mondadori.
Buona lettura!




Titolo: Dove tutto è a metà
Autore: Federico Zampaglione e Giacomo Gensini
Genere: Narrativa contemporanea
Editore: Mondadori
Pubblicazione: 4 aprile 2017


Il Morrison Café è il tempio della scena musicale alternativa romana, e qui il giovedì sera suonano i Bangers, vent’anni e un rock “come un cielo sterminato e altissimo, bianco di nuvole trascinate via da un vento violento”. Lodo è il cantante. Grande talento e un’assodata allergia al palcoscenico, occhi azzurri magnetici e un’energia irrequieta che attende di potersi sprigionare, se solo lui sapesse come farlo. Lodo è innamorato di Giulia, una delle sue coinquiline, a Roma per studiare recitazione e cercare di sfondare come attrice, una ragazza intensa e carismatica che con la sua sola presenza è in grado di mandarlo in tilt e azzerargli i pensieri. Libero Ferri è un cantautore pop che un tempo riempiva gli stadi, ma dopo un paio di dischi sbagliati non riesce a venir fuori da un terribile blocco creativo. Il successo gli ha assicurato il benessere e una villa dotata di una sala d’incisione super accessoriata, in cui trascorre giornate frustranti a caccia di un’ispirazione che pare svanita. Accanto a lui Luna, la sua bellissima moglie, affermata press agent, sicura di sé, che da anni lo sostiene, ma che Libero teme di perdere, come ha perso il successo e la fama. Una ragione in più per cercare di mettere a segno il Grande Ritorno. Lodo sente che il mondo è là fuori, pronto a essere conquistato, ma talvolta gli sembra impossibile persino provarci. Vorrebbe essere più simile a Giulia, che affronta la grande città con coraggio, nonostante una famiglia lontana e ostile. Libero dal canto suo teme che il meglio per lui sia passato, ha bisogno di tornare a credere in ciò che fa, di ritrovare il se stesso di una volta. Luna invece vorrebbe spingerlo a vivere guardando avanti, magari mettendo al mondo un figlio. Strade che parrebbero destinate a non incontrarsi mai, quelle di Lodo e Libero, ma quando invece si incrociano, ecco scoccare la scintilla in grado di rimettere tutto in gioco. Tra amori e tradimenti, concerti travolgenti, party lussuosi, incomprensioni e riconciliazioni, successi, fallimenti e colpi di scena, i protagonisti si troveranno a fare i conti con i propri punti di forza e le fragilità, e a compiere scelte che condizioneranno le vite di tutti. Coniugando talenti e temperamenti in una jam session inattesa e sorprendente, Federico Zampaglione e Giacomo Gensini danno vita a un romanzo fresco, generoso e pieno di ritmo, che racconta l’amicizia, i sogni e le passioni di donne e uomini di generazioni diverse, disperatamente, come tutti, alla ricerca della felicità.




Comincio subito col dire che, per chi come me non è una vera intenditrice di generi musicali, nel leggere questo romanzo sentirà la voglia spasmodica di farsi una cultura in merito! Già dalle prime battute di quest’universo creato da Federico Zampaglione (frontman dei Tiromancino) e l’autore Giacomo Gensini, mi sono sentita immersa in un mondo in cui la musica fa da padrone, in un’atmosfera dove il rock, vuoi o non vuoi, ti entra nelle vene e invade ogni fibra del corpo. La scena si apre sul Morrison Cafè, un locale romano che sin dagli anni ’70 è stato un punto di riferimento del mondo musicale, attraversato da diversi generi, dal punk al rhythm and blues, fino all’indie, un trampolino di lancio per i giovani musicisti cui era concesso esibirsi. E proprio qui, in mezzo al rock pompato dal vivo, un giovedì sera (considerata la serata migliore per esibirsi), incontriamo due occhi azzurri magnetici e una voce pazzesca: Lodovico Aquiletti, in arte Lodo, cantante dei Bangers, gruppo musicale che trae ispirazione dai Muse.

«Nulla e nessuno esisteva più, come se tutto il mondo, tranne quel ragazzo con in mano il microfono, fosse divenuto di colpo privo di importanza, e l’unica cosa vera, reale, degna di attenzione, fosse lui»


Nonostante la sua appartenenza a un gruppo di tale genere e l’esserne soprattutto il cantante, in realtà Lodo è un tipo taciturno, riservato, dall’aria pensierosa, timido e insicuro, con l’ansia da palcoscenico che gli fa credere di essere la pecora nera del gruppo.


Tutto ciò che riguarda il cantare e suonare è sempre stato un elemento fondamentale della sua esistenza, la musica è il suo rifugio, il metodo di estraniarsi dal mondo reale e lenire il dolore dovuto all’impossibile desiderio di poter avere Giulia, l’unica ragazza che gli fa battere il cuore e con cui condivide l’appartamento. Giulia, qualche anno più grande di Lodo, è una giovane attrice intenta a far decollare la sua carriera, per cui interamente concentrata solo su questo mondo, “punta alla vetta e vede solo quella” e nient’altro, compreso il povero Lodo. È come se Lodo e Giulia vivessero su due pianeti diversi, e per quanto lui cerchi di farsi notare, nonostante la sua timidezza, non riesce ad andare oltre il semplice rapporto di coinquilino, lei rimane sempre lontana e irraggiungibile. Almeno fino alla notte in cui tutto cambia, la notte in cui finalmente vede capitare qualcosa di bello che lo porta alla felicità assoluta, per farlo piombare il giorno dopo nello sconforto più totale.


Ma questa non è solo la storia di Lodo e Giulia, è anche la storia di Libero e Luna.
Libero Ferri era stato l’icona del pop commerciale fino al flop del suo ultimo disco, che lo ha fatto sprofondare in un tunnel di depressione, droga, tormenti, dubbi sulla possibilità di poter un giorno ritornare sulla cresta dell’onda.

«Lui non era più nessuno se non sé stesso, senza nessuna luce, senza alcun passato. Senza niente che lo distinguesse dal resto del mondo»


Luna, la giovane moglie, è stata la sua ancora di salvezza, l’unica in grado di sostenerlo e salvarlo quando la sua vita era andata in crisi e non riusciva più a scrivere musica decente. Libero è un uomo che sprizza sicurezza, superiorità e spavalderia da tutti i pori, ma nell’animo è molto fragile, debole, ferito e indifeso, e l’incontro con Lodo rappresenta per lui una ventata d’aria fresca che gli permette di aprire la porta alla possibilità di potercela ancora fare. Le vita di ognuno di questi quattro personaggi si incontreranno e scontreranno le une con le altre, creando situazioni che renderanno la lettura particolarmente interessante. Non c’è assolutamente niente di scontato nella storia, perché leggi e pensi di aver capito ogni cosa, e poi ad un certo punto tutto prende una direzione diversa.



La narrazione è incalzante, per cui mi sono trovata a divorare ogni parola; le precise descrizioni dei vari strumenti musicali, o di qualsiasi altra cosa, non risultano affatto pesanti, anzi mi hanno dato l’idea di trovarmi fisicamente nella sala di incisione, o sentire la pioggia battere, o persino il rombo del tuono che fa tremare il vetro della finestra durante un temporale. Ho sentito e condiviso i diversi stati d’animo di Lodo, dalla felicità per aver passato la notte con Giulia, al suo sentirsi sprofondare tre metri sotto terra nel momento in cui si rende conto che è stata solo una notte senza seguito; la gioia dei componenti della band di poter partecipare ad un tour estivo, la tristezza, la delusione, l’amarezza, la rabbia, insomma tutto! Mi sono piaciuti molto Lodo e Luna, un po' meno Libero e Giulia, ma non sto qui a dire perché altrimenti dovrei raccontarvi tutto il romanzo. Vi consiglio, pertanto, di entrare in questo mondo in cui la musica è un elemento essenziale e di seguire il cammino di Lodo, che tenta di farsi strada in quest’universo, e di Libero, che già vi ha fatto parte e che cerca in ogni modo di riconquistarlo.

«Il palco era il suo spazio, il suo universo e lui lo dominava. Era qualcosa di istintivo, primitivo, una sintonia che era anche un arrendersi alle cose, lasciare che quello che doveva essere fosse, senza opporsi al proprio destino»








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