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lunedì 19 febbraio 2024

Recensione "Almond. Come una mandorla" di Won-Pyung Sohn



Cari lettori,

oggi la nostra collaboratrice Noemi ci parla di "Almond. Come una mandorla" di Won-Pyung Sohn. Il caso editoriale senza precedenti in Corea uscito in Italia per HarperCollins Italia. Con milioni di copie vendute e traduzioni in tutto il mondo, questo romanzo è amato dai ragazzi e soprattutto è il libro del cuore dei BTS...




Venite a scoprirlo...





Titolo: 
Almond. Come una mandorla
Autrice: Won-Pyung Sohn
Editore: HarperCollins Italia
Genere: Young adult
Uscita: 4 aprile 2023
Pagine: 304



Yunjae non è un ragazzino come gli altri.

Per lui, un sorriso non significa gioia e non saprebbe riconoscere la tristezza dalle lacrime. Soffre di una condizione cerebrale chiamata alessitimia che gli rende difficile provare emozioni, come la paura o la rabbia. A causa di quella coppia di neuroni a forma di mandorla situata nella profondità del suo cervello, è cresciuto senza amici, ma la madre e la nonna hanno fatto comunque in modo di tenerlo al sicuro e senza problemi. Il loro piccolo appartamento, situato sopra la libreria dell’usato di famiglia, è decorato di bigliettini colorati che gli ricordano quando sorridere, quando ringraziare e perfino quando avere paura.

Finché un giorno, alla vigilia di Natale, tutto cambia. Una terribile tragedia sconvolge il mondo monocorde di Yunjae. Incapace di affrontare la perdita, Yunjae si isola, ritirandosi nel silenzio, finché un sedicenne problematico, Gon, non arriva nella sua scuola.



Stranamente i due stabiliscono subito un legame e Yunjae comincia ad aprirsi al mondo. La vita comincia lentamente a cambiare, ma quando Gon finisce per mettere la sua esistenza a rischio, Yunjae dovrà avere il coraggio di uscire da tutte le abitudini e sicurezze ed essere l’eroe che non avrebbe mai immaginato di diventare.








È da tantissimo tempo che non riuscivo a leggere. Nel 2023 i libri che ho letto si possono contare sulle dita di una mano. Quasi a metà di questo secondo mese del 2024 mi ritrovo con due libri sul comodino che mi fissano, lasciati lì a prendere polvere insieme a tantissimi altri *immaginate una pila di libri un po' troppo grande per essere tenuta su un minuscolo comodino. La rappresentazione corretta sarebbe una catasta di libri accumulati* iniziati e mai riusciti a finire.
Il romanzo di cui vi parlo oggi, invece, è uno dei pochi che con la sua delicatezza mi ha tenuta incollata alle pagine fino alla fine. Ammetto anche che l'ho iniziato spinta dalla curiosità perché 1. Ne sentivo parlare in continuazione, 2. perché è ambientato in Corea e 3. perché veniva presentato come il libro "consigliato da RM, membro della band sudcoreana BTS” e da fan non potevo quindi esimermi.
C'è una frase ad inizio prologo che mi ha colpito tantissimo:


In breve, questa è la storia di un mostro che incontra un altro mostro. Uno dei due mostri sono io.
Credo che l'essenza di questo libro sia proprio in questa frase.
Due mostri che si incontrano. Ora ci sarà chi leggendo la parola "mostro" penserà ad una creatura mitologica, ad una creatura fantastica, chi ad un criminale. E se vi dicessi invece che i due mostri sono dei bambini, dei ragazzi? Si, dei bambini che si sentono “mostri”.
Ci si sente mostri per tantissime ragioni. Seon Yunjae si sente mostro perché a farlo sentire tale è la sua malattia, l'alessitimia, che lo rende impassibile a qualsiasi evento perché incapace di identificare e provare qualsiasi emozione. Impassibile proprio come lo è stato quel giorno, il giorno di Natale, il giorno della tragedia, il giorno in cui la vita di Yunjae cambia per sempre e si trasforma in una solitudine fatta di libri.




Gon invece sceglie di diventare mostro per proteggersi dagli altri e dalle emozioni, perché le emozioni lo spaventano, lo rendono debole e lui, lui vuole essere forte quindi sceglie la cattiveria, la violenza, la rabbia, frequentare brutti giri...





Ma a renderci umani oppure mostri, come dice l'autrice nei ringraziamenti, è l'amore in tutte le sue forme.
Gon compare all'improvviso nella vita di Yunjae e la trasforma, perché i due per una crudele coincidenza (che non vi dirò), in qualche modo sono legati. L'odio iniziale ben presto si trasforma in un'amicizia particolare che porterà i due ragazzi a salvarsi a vicenda da loro stessi, dai mostri che credono di essere, dai mostri che si portano dentro.









Attraverso il racconto in prima persona con delicatezza, tenerezza, lentezza che si trasforma ad un certo punto in urgenza struggente e poi in un epilogo dalla felicità che dà la sensazione quasi di shock, non riesci a crederci; l’autrice riesce a farti sentire tutte le emozioni che Yunjae non riesce a provare.
Una trama particolarmente significativa racchiude la difficoltà di essere genitori, la difficoltà di una malattia, la difficoltà di essere adolescenti; il compito di fare emergere queste difficoltà è affidato a dei protagonisti che si incastrano come pezzi di un puzzle e che in qualche modo finisci per comprendere e amare. Il titolo calza a pennello e deriva dalla forma a mandorla dell’amigdala, la ghiandola definita “centralina delle emozioni” e che è nel caso dell’alessitimia troppo poco sviluppata.



Mi ha colpito ed emozionato tanto.







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