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mercoledì 16 novembre 2016

Recensione "Solo Una Storia D'Amore" di Anna Premoli

Ciao a tutti amici,

oggi Linda ci parla di “È solo una storia d'amore” scritto da Anna Premoli e uscito il 3 novembre grazie alla Newton Compton Editori, che ringraziamo per averci inviato una copia di questo libro. La cornice è quella di New York, ma il quadro sarà stato all'altezza? La risposta è nella recensione.

Buona lettura!

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Titolo: E' Solo Una Storia D'Amore
Autore: Anna Premoli
Genere: Contemporary Romance
Editore: Newton Compton Editori

Cinque anni fa Aidan Tyler ha lasciato New York sul carro dei vincitori, diretto verso il sole e il divertimento della California. Fresco di Premio Pulitzer grazie al suo primo libro, coccolato dalla critica e forte di un notevole numero di copie vendute, era certo che quello fosse solo l’inizio di una luminosa e duratura carriera. Peccato che le cose non stiano andando proprio così: il suo primo libro è rimasto l’unico, l’agente letterario e l’editore gli stanno con il fiato sul collo perché consegni il secondo, per il quale ha già incassato un lauto anticipo. Un romanzo che Aidan proprio non riesce a scrivere. Disperato e a corto di idee, in cerca di ispirazione prova a rientrare nella sua città natale, là dove tutto è iniziato. E sarà proprio a New York che conoscerà Laurel, scrittrice di romanzi rosa molto prolifica. Già, “rosa”: un genere che Aidan disprezza. Perché secondo lui quella è robaccia e non letteratura. E chiunque al giorno d’oggi è capace di scrivere una banale storia d’amore… O no?


recensione
È con un bel po’ di delusione che oggi inizio a raccontare questa storia perché, essendo sempre stata una fan di Anna Premoli, mi aspettavo sicuramente di più. I protagonisti sono due scrittori: Aidan Tyler, è l’autore di un libro che gli è valso il premio Pulitzer, ma cinque anni dopo, non è ancora in grado di scrivere il secondo libro che la sua casa editrice pretende e per il quale gli ha versato un lauto anticipo. Sente di aver perso l’ispirazione e non vuole scrivere niente che sia meno del suo primo lavoro. Laurel Miller, alias Delilah Dee, è una scrittrice di romanzi rosa che, al contrario di Aidan, in cinque anni ha scritto e pubblicato dodici libri di grande successo e sta per iniziare la stesura del tredicesimo.

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Entrambi sono in un momento particolare della loro carriera. Lei vorrebbe passare a scrivere qualcosa di diverso che non la etichetti ancora una volta come autrice rosa, mentre lui deve buttar giù qualunque cosa, altrimenti la penale da pagare sarà altissima. Proprio per questo, dopo aver conosciuto Laurel e dopo aver avuto con lei un’accesa discussione in una nota trasmissione, decide di provare a scrivere una storia d’amore. Quanto ci vorrà a scrivere un romanzo rosa? Non poi così tanto dato che per lui è un genere di serie B. Quello che accadrà è che si ritroveranno a scrivere la stessa storia scritta da due punti di vista diversi, saranno d'ispirazione l'una per l’altro e inizieranno a vedersi sempre più spesso per amore dei loro nuovi romanzi. Sarà davvero così? Perlomeno sarà quello che racconteranno a loro stessi. Sarà difficile per entrambi lasciare andare le proprie convinzioni, così come capire se ad amarsi siano loro o i personaggi di cui stanno scrivendo.

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Ma veniamo al nocciolo della questione… La delusione che ho provato è dovuta al fatto che, a mio parere, l’autrice ha perso il motivo principale per cui scrivere una storia, ovvero chi sta dall’altra parte: Noi lettrici! Con questo libro credo che la Premoli abbia voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa, ho avuto l’impressione che ci fosse tanto di se stessa nel personaggio di Laurel, più che in ogni altra sua protagonista. Quest'ultima, come ho già detto, è una scrittrice di libri romance, un genere mal visto da chi scrive libri più impegnativi perché giudicato leggero e semplice. All'inizio la storia sembrava interessante, in pieno stile Premoli, ironica e divertente allo stesso tempo. Ma andando avanti niente è cambiato. I dialoghi tra i due protagonisti sono lunghi e pieni di ironia, troppa ironia, è un continuo scambio di battute all'ultimo sangue per cercare di dimostrare quanto scrivere romanzi d’amore non sia facile, non sia scontato. Laurel, tra l’altro (così come l'autrice), non è la classica scrittrice di rosa: è intelligente, scrive di donne brillanti, simpatiche e con la risposta sempre pronta;e vuole dimostrare ad Aidan quanto si sbaglia a credere che le paroline dolci e smielate siano la sostanza di un buon romance. Lei non è la donna indifesa che ha bisogno dell’uomo perfetto, lei è autonoma e indipendente e per nulla romantica. Quindi per circa il 70% di libro, primo bacio a parte, i due parlano, litigano, parlano, fanno battute, parlano ancora, dimostrano di essere belli, intelligenti e spocchiosi, ma alla fine di storia d’amore nemmeno l'ombra. Sono attratti l'uno dall'altra, ma è qualcosa che pensano e non ammettono perché devono non piacersi. Fino quasi alla fine ero davvero arrabbiata perché sembrava come se Laurel, nel continuo cercare di dimostrare quanto valesse come scrittrice e quanto fosse pari agli altri, in realtà si elevava ad un gradino più alto. C’è una parte in cui si parla del fatto che lei non usi i social come gli altri autori per farsi pubblicità, snobbando chi invece lo fa. Ora dico…Che male c’è? Anche questa mi è sembrata un po' una frecciata, tra l’altro tanti autori,  anche d'oltre oceano, interagiscono con i lettori e apprezzano il contatto, anche se solo virtuale. Per non parlare di noi che scriviamo recensioni e mettiamo tanta passione in quello che facciamo… è motivo di grande soddisfazione quando l’autore del libro che abbiamo recensito ci ringrazia o mette anche semplicemente un mi piace ad un nostro post.

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In ogni caso, alla fine la protagonista capisce che non c’è da vergognarsi a scrivere romanzi rosa, che il problema non è di chi prova il pregiudizio, ma di chi lo riceve. Quest’ultimo deve lasciare che i pareri negativi gli scivolino addosso e andare avanti a testa alta. Stesso discorso per le lettrici di questo genere. Non c’è nulla di cui vergognarsi, leggere è meraviglioso a prescindere da cosa. Io lo sapevo già  ma, ok Anna, ti sei salvata in calcio d'angolo! A quel punto però per me  era ormai troppo tardi, sono dispiaciuta ma il libro mi ha annoiata, non sono entrata in sintonia né con lei né con lui (nonostante il doppio POV), belloccio e sexy ma in sostanza nient'altro. C’è un piccolo tentativo di far capire da cosa deriva il comportamento arrogante di Aidan tramite la presenza dei genitori che gli ricordano quanto è buono a nulla, ma stop, nulla di approfondito. Di lei invece non si sa praticamente nulla, tutto l’impegno è stato messo altrove piuttosto che su una vera struttura dei personaggi. Insieme non mi hanno suscitato nessuna emozione, quasi speravo restassero amici. Ero più interessata alla storia tra Norman e Alex, che sono l’agente e la sorella di Aidan, e vi ho detto tutto.




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