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lunedì 29 maggio 2017

Recensione "Buone ragioni per restare in vita" di Anna Savini

Ciao a tutti amici,
oggi la nostra Denise ci parlerà di un nuovo romanzo edito da Mondadori, dedicato ad un argomento davvero molto delicato, Buone ragioni per restare in vita di Anna Savini.
Buona lettura!


Titolo: Buone ragioni per restare in vita
Autore: Anna Savini
Genere: Drammatico
Editore: Mondadori
Pubblicazione: 9 Maggio 2017

Questa è la storia di una giornalista esuberante, solare, piena di sogni che, a soli 44 anni, un giorno scopre di avere un tumore al seno. Vorrebbe scappare, cambiare il suo destino, ma non è possibile. Vorrebbe smettere di vedere il terrore negli occhi di chi le sta accanto. Ma quello che vuole, conta poco: non può perdere tempo, deve affrontare subito il suo orribile avversario. Allora fa come tutte le altre sue compagne di sventura, accetta di curarsi, però stringendo un patto con se stessa: fra una terapia e l’altra fingerà che nella sua vita non sia cambiato nulla. E anche se odia gli aghi, gli effetti collaterali dei farmaci, i contrattempi di esami e visite in ospedale, i racconti dei tumori altrui, scopre che è possibile vivere anche con “la Cosa”. Faticoso, doloroso, pesante, antiestetico, destabilizzante, ma non così infernale come poteva sembrare. Glielo insegnano le sue compagne, sempre sorridenti. Lei piange a ogni chemio, loro no. Perché loro si fidano di chi le cura. E, alla fine, si fiderà anche lei. Così Anna impara che ci si può ammalare restando se stesse, che si può andare avanti (quasi) come se niente fosse. La rabbia diminuisce, il rifiuto diventa accettazione e la malattia serve a farsi la promessa di un futuro migliore, con ancora più sogni da realizzare.



Il libro di cui vi parlo oggi è una lettura che ho iniziato con titubanza, dato il titolo e dato anche l’argomento. Eppure, a sorpresa, mi sono dovuta decisamente ricredere, perchè la lettura è stata veramente piacevole.
Se pensate che sia un libro che parla di tumori e che tutto sia triste e pesante, vi sbagliate!
La protagonista del libro è la stessa scrittrice, Anna Savini, che un giorno come tanti scopre di avere un tumore al seno. La sua prima reazione è di totale rifiuto e di negazione di quello che sta accadendo.




“Io non lo voglio questo tumore. Non so chi voglia un tumore, ma io non lo voglio più degli altri. E la prima cosa che penso ogni mattina e l’ultima che ho in mente alla sera prima di addormentarmi.”

Dal momento della scoperta in poi, Anna vive una serie di emozioni contrastanti che spesso possono sembrare esagerate, ma sicuramente trasmettono al lettore la verità sulle sue sensazioni.
Le persone che la circondano, naturalmente, sono giudicanti o compassionevoli nei suoi confronti. Due atteggiamenti che la nostra Anna detesta.

“Dire che hai un tumore e anche peggio che averlo. Semina il panico e scatena reazioni incontrollate. Prima ti danno già tutti per morta. Poi iniziano a trattarti come una neonata o un’invalida in carrozzina. Più tu tenti di non pensarci, più gli altri vogliono parlare solo di quello.”

La prima cosa che naturalmente una persona pensa quando ti accade una cosa del genere è: “Perché a me?”. Ed è lo stesso per Anna. Ma purtroppo la vita ci mette difronte a situazioni che sicuramente non siamo noi a scegliere, ma  quello ci accade dobbiamo accettarlo, cercando di affrontere il tutto nel migliore dei modi.




“Il tumore e come il Natale, quando arriva arriva, solo che non fa felice proprio nessuno. Soprattutto me.”

Come noterete sin dalle prime pagine, Anna è una persona molto ironica e questo ce la fa amare tanto.

“Mi guardano tutti come se avessi la peste e una data di scadenza sulla fronte”

Anna mostra ogni sua emozione, ogni sua debolezza senza mascherare nulla. Tutto quello che una persona normalmente non dice e tiene per sè, lei, al contrario, lo dice senza fronzoli.

“Ho un tumore. Ed e una cosa che non sopporto.”

E' un libro che fa molto riflettere sulla vita, che fa porre domande, come accade alla nostra Anna e come accade a tutti noi nella quotidianità... ci si domanda se si è vissuto abbastanza quando si ha quella sensazione di non aver fatto niente di niente nella vita.

“Ecco, questo ho imparato: le cose belle le devi fare tu. Non guardare gli altri che le fanno”

A volte, invece, ci si ritrova a cercare almeno una ragione per andare avanti, per continuare a vivere.

“Non me ne viene neanche uno di motivo. Non mi sembra che al cinema ci sia niente di bello da vedere in questo periodo e stare in un mondo dove non riescono a curare le malattie senza farmi troppo penare non mi sembra una gran prospettiva. Film a parte, non saprei cos’altro mettere in lista tra le ragioni per restare in vita.”

Un viaggio attraverso gli occhi di chi è malato. Un racconto in prima persona e senza omissioni.
Un libro che, come dice la scrittrice, non parla di tumori. Sì, perché è un libro che parla di vita vera, con lati positivi ma, soprattutto, negativi.



Anna ci racconta tutto, dal rapporto difficile con sua madre, delle sue tante paure, prime fra tutte quella per gli aghi, delle sue ossessioni (i film) e manie (controllare cosa fanno le sue amiche immaginarie sui social), il suo lavoro da giornalista.
Ci racconta ogni aspetto della malattia, dall’inizio delle cure fino all’operazione.
Tutto è condito con l'ironia e questa è la caratteristica che rende la storia leggera e accettabile.
Il tumore e lo stato di "malata" vengono raccontati in assoluta verità, in maniera forse cruda e senza nessun tipo di filtro, ma è la cosa che mi ha fatto apprezzare il romanzo, e lo apprezzerete anche voi, ne sono sicura. 


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