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mercoledì 10 maggio 2017

Recensione In Anteprima " La cosa più bella che ho" di K.A. Tucker #3 Burying Water

Salve carissimi!! 
Oggi la nostra Krizia ci parla de “La cosa più bella che ho”, terzo volume della serie “Burying Water” di K.A. Tucker, in uscita oggi, 10 maggio, grazie alla Newton Compton Editori.
In questo nuovo capitolo lo scenario cambia e faremo la conoscenza di Amber e River.
Seguiteci e scopriamo cosa ne pensa Krizia…


Buona Lettura!


Titolo: La Cosa Più Bella Che Ho 
Autore: K.A.Tucker
Serie: Burying Water #3
Genere: Contemporary Romance
Editore: Newton Compton Editori



Amber Welles ha venticinque anni e un gran bisogno di uscire dagli stretti e rassicuranti confini della cittadina dell’Oregon in cui è cresciuta. Quando finalmente, armata dei risparmi di due anni, può partire alla scoperta del mondo, è pronta a tutto. Tranne che a morire a Dublino. Eppure, se non fosse stato per il coraggio di un estraneo, sarebbe finita proprio così. Amber gli deve la vita, ma il ragazzo scompare prima che lei possa ringraziarlo. River Delaney, ventiquattro anni, è molto scosso. Nessuno doveva farsi male.
Ma poi è arrivata quella turista americana. Non poteva lasciarla morire, ma non poteva rischiare di essere identificato sulla scena, quindi è scappato. È tornato alla sua quotidianità, a gestire il pub di famiglia. Ma la vita di tutti i giorni sta diventando sempre più complicata, per colpa di suo fratello Aengus e le sue associazioni a delinquere. Quando la ragazza americana lo rintraccia, River si accorge di essere pericolosamente attratto da lei. E averla intorno è un rischio che non è disposto a correre. La cosa migliore da fare sarebbe allontanarla, ma non è facile respingere qualcuno che ossessiona i tuoi pensieri…

Ben trovati carissimi amici! Torno dopo un periodo di stop parlandovi del terzo volume della serie “Burying Water”, “La cosa più bella che ho”.
Se siete nostri lettori abituali, ricorderete il mio entusiasmo per il primo volume “99 giorni”. Entusiasmo che è andato a scemare con “La ragazza che amava la pioggia” e che, ahimè, si è totalmente spento con questo terzo volume.
La Tucker in questa serie mi aveva abituata ad uno schema preciso che, in questo capitolo, viene completamente stravolto anzi, onestamente non sembra nemmeno legato ai due libri precedenti. E’ vero che ritroviamo molti dei personaggi che abbiamo imparato a conoscere in precedenza, ma in questo caso la storia prende un binario diverso.
Stavolta la protagonista è Amber, sorella di Jess, che fino a questo momento è sempre stata una sorta di “comparsa”. Non vi nascondo, infatti, di essere rimasta un po' perplessa nello scoprire lei come protagonista della storia. Tanto Amber non mi ha per nulla affascinata, che inizialmente non capivo quale fosse il collegamento con i libri precedenti, anche perché l’ambientazione della storia mi ha completamente risucchiata. L’Irlanda ha quel fascino e quella storia così tormentata capace di ipnotizzarmi, e nel giro di un attimo tutto il resto scompare. Ma andiamo con ordine.



Dunque, come vi dicevo Amber è la protagonista della nostra storia. Figlia modello, è l’esatto contrario del suo gemello Jess, che ha dato non pochi grattacapi alla sua famiglia. Lei invece è sempre stata ligia al dovere, ha sempre seguito le regole e non è mai andata contro i suoi genitori, rendendoli, così, molto orgogliosi. Dopo la laurea, accetta di lavorare nello stesso ospedale in cui anche sua madre lavora (è un chirurgo di successo), diventando così infermiera specializzata.
Dall’esterno, Amber sembra la tipica ragazza da invidiare: vita perfetta, amiche a volontà, fidanzato perfetto. Ma ad uno sguardo più attento si nota subito che da invidiare c’è ben poco. Amber ha sempre fatto quello che ci si aspettava da lei, e non quello che in realtà avrebbe voluto fare. Non è mai uscita fuori dai confini della sua tranquilla cittadina, non sa cosa le riserva il mondo esterno e crede di essere felice così. Almeno fino a quando quello che per lei era l’amore della sua vita, la pianta in asso per volare oltreoceano per inseguire la sua carriera. Amber si butta a capofitto nel lavoro, passa le sue giornate in ospedale accumulando straordinari su straordinari, mettendo da parte tutto ciò che guadagna per realizzare un suo sogno: girare l’Europa.
Una delle tappe di questo viaggio è proprio l’Irlanda. L’accoglienza che le riserva questo paese non è di certo delle migliori; appena arrivata, rischia la vita a causa di una bomba piazzata in un parco come atto intimidatorio, e se non fosse stato per un ragazzo che, accortosi del pericolo,  l’ha protetta facendole scudo con il proprio corpo, per lei sarebbe potuta finire male. Ma lui scappa subito dopo, senza darle il tempo nemmeno di ringraziarlo. Superato lo schock iniziale, Amber non riesce a togliersi dalla testa quel volto, quegli occhi che le hanno scavato dentro e un giorno, per pura casualità, si ritrova faccia a faccia con quegli occhi, capitando nel pub di proprietà di River, il suo salvatore.



River Delaney non immaginava di poter ritrovare nel suo pub la giovane ragazza americana del parco, e questo è un guaio, perché lui in quel parco, quel giorno non doveva esserci; e se Amber parlasse con qualcuno, lui potrebbe correre dei rischi. Anche River nei giorni successi all’attentato non è riuscito a togliersi il volto di Amber dalla testa così, quando la vede seduta ad un tavolo del suo pub, tutte le preoccupazioni passano in secondo piano.
L’attrazione tra i due è palpabile, ma entrambi sanno che la loro storia è destinata a finire prima di iniziare: River non è il ragazzo per lei e, in ogni caso, Amber rimarrà in Irlanda solo una settimana…
Alloooraaaa, raccontata così la storia non è niente male, i presupposti ci sono tutti, ma secondo me la Tucker si è seriamente impegnata per creare un personaggio femminile estremamente lagnoso e rompiscatole! Scusatemi, ma Amber non sono proprio riuscita a farmela piacere. L’ho trovata noiosa all’inverosimile, una ragazza senza spina dorsale incapace di prendere una decisione senza farsi prima mille paranoie con tutti i “e se”, i “ma” e i “forse”. Sempre attenta che i suoi boccoli fossero perfetti e il trucco immacolato. Sempre attenta a quello che la gente possa pensare di lei e sempre attenta a quello da mostrare all’esterno. In lei nulla è spontaneo, tutto è sempre calcolato e organizzato in precedenza. Niente colpi di testa, niente istinto, niente di niente.
River invece è River. Ha avuto la mia approvazione fin da subito. In questo caso la Tucker, che per protagonisti maschili è imbattibile ;-) ;-), ha voluto presentarci un personaggio che in Irlanda rientra nella norma ma, fuori dai confini irlandesi, verrebbe considerato un delinquente. River è un ragazzo dedito al lavoro e alla famiglia, che però ha avuto la sfortuna di nascere e crescere in un paese problematico, dove la linea di confine tra il giusto e sbagliato è sottilissima. Ma nonostante ciò, è riuscito a crescere con dei valori e dei principi che mai si sognerebbe di infrangere. Lealtà e onestà prima di tutto, soprattutto nei confronti dei fratelli.



River capisce subito che Amber è diversa dalle ragazze a cui è abituato e non sa come comportarsi con lei, e devo dire che la nostra Amber non è di grande aiuto. Tira il sasso e nasconde la mano. Due mondi completamente differenti che vengono a contatto per la prima volta: si scontrano ed esplodono, e si passano accanto sfiorandosi leggermente e andando avanti.
E forse sono proprio queste nette differenze ad aver reso la storia lenta e dispersiva. Davvero pochi contenuti, che per essere raccontati sono stati arricchiti con troppi giri di parole che rallentavano il racconto facendo perdere il filo del discorso, e tutto per rendere il personaggio di Amber il più noioso possibile!!! Mi aspettavo davvero molto, molto di più dalla penna di K.A. Tucker. Certo, lo stile c’è, e indubbiamente il libro è scritto davvero bene ed è comunque piacevole leggerlo; anche perché si impara davvero molto su un paese che viene spesso declassato, con le descrizioni degne di quest’autrice, che sotto questo aspetto è imbattibile ma, di certo, non entra nella classifica dei “preferiti”. Non mi resta che aspettare l’ultimo libro della serie, sperando che il livello della qualità si alzi nuovamente. E chissà che questo libro non faccia da apripista ad una nuova serie incentrata sui fratelli Delaney, per un altro viaggio in Irlanda...




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