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sabato 13 maggio 2017

Recensione "Lui dagli occhi di ghiaccio" di Alberta Sirani

Buongiorno amici,
oggi Concetta ci parla di un libro nato nel 2015 come Self Publishing, "Lui dagli occhi di ghiaccio" di Alberta Sirani, ma ristampato e pubblicato con Lettere Animate Editore il 20 aprile 2017.

Buona lettura!


Titolo: Lui dagli occhi di ghiaccio
Autrice: Alberta Sirani
Genere: Romance
Editore: Lettere Animate Editore
Prezzo: 2,99
Pagine: 370
Data di pubblicazione: 20 aprile 2017


Deborah è una ragazza comune con delle passioni un po' particolari, una ragazza con un passato complicato alle spalle, con una famiglia con cui a stento riesce a parlare. Non le resta altro che la madre e un'amica problematica che non fa altro che metterla in difficoltà giorno dopo giorno, ma anche questi due rapporti stanno per sgretolarsi lentamente sotto i suoi occhi. Sua madre sta per voltarle le spalle e la sua migliore amica la detesta per via di un padre violento, che lentamente la sta trasformando in una persona perfida e sofferente. Crescere è difficile, innamorarsi è un rischio che Deborah non vuole più correre, ma quando il sentimento nasce non puoi fare niente per impedirlo e lei lo sa bene, vorrebbe fare finta di niente ma non ci riesce. David è scorbutico, freddo e distante, Deborah proprio non lo sopporta e non fanno altro che litigare ogni volta che i loro sguardi si incrociano. Per finire, a incasinare ancora di più le cose tra di loro, sarà la scoperta di un segreto che l'uomo non le ha mai rilevato, un segreto che nasconde tra le pagine di un libro, quasi come se fosse stato dimenticato. Questa è la storia di un amore, ma anche la storia di come si diventa adulti, di come si cresce portandosi dietro tutte le ferite del proprio passato, superando tutti gli ostacoli che la vita impone di affrontare.










Ho pensato molto a come scrivere la recensione di questo romanzo e, mentre di solito la scrivo di getto appena finisco di leggere, stavolta ho dovuto ragionarci un po' su. Credo che gli errori di battitura che hanno reso pesante la lettura, abbiano anche contribuito molto a rendere difficoltosa l’elaborazione di un pensiero quanto più possibile oggettivo, oltre che soggettivo. Sarebbe stato troppo semplice e riduttivo dire: "non mi è piaciuto perché è scritto male", e per quanto questo possa essere un elemento importante, ritengo che, a volte, non bisogna fermarsi solo alla forma, ma andare a vedere anche il contenuto. E il contenuto di questa storia è che l’amore, uno dei sentimenti più profondi che ci governa, non sempre necessita di parole chiare per essere espresso, perché anche i gesti e le attenzioni quotidiane possono bastare a farci capire quanto un individuo possa tenere ad un altro. E se proprio questo non dovesse bastare, allora stringetevi a lui in un tenero abbraccio, ascoltate il ritmo del suo cuore e capirete tutto.

Perché dico questo? Perché la storia di Deborah e David è proprio così. 

Debora Harrison, studentessa dell’ultimo anno al liceo di Greenwich, è la tipica nerd che ama i fumetti, i film fantasy, i Cosplay, ecc... insomma, completamente diversa da tutte le altre ragazze. Suona il violino e ama moltissimo la musica, passione che le è stata trasmessa dal padre, divenuta elemento costante della sua vita. Non si fida di nessuno, solo di sé stessa e, quando nulla può, si rifugia nella scrittura: porta sempre con sé un quaderno dove annota i suoi pensieri più profondi come valvola di sfogo. 




David Evans è il nuovo professore di filosofia nella scuola di Deborah. È un uomo freddo, scostante, gelido, riservato, impenetrabile, e i suoi occhi di ghiaccio esprimono perfettamente tutto il suo modo di essere.
Inizialmente Deborah non prova molta simpatia per quest’uomo dall’aria arrogante e, per di più, insegnante di una delle materie che più detesta e che si rifiuta di studiare. D'altronde, essendo lei amante della chiarezza, non riesce proprio a nutrire alcun interesse per una materia che, pur dando una risposta alla domanda, ne fa conseguire altre portandoti alla confusione più totale.
Tra i due è come se ci fosse un atteggiamento di sfida, che in realtà nasconde un’attrazione a cui è impossibile sottrarsi. Ma, per quanto sia sbagliato, nessuno dei due può scampare al desiderio che li attrae irrimediabilmente l’uno verso l’altro. David tenta in tutti i modi di starle lontano, ma la desidera talmente tanto che è impossibile lasciarla andare. Nove anni di differenza sono tanti, e se ci aggiungiamo il fatto che si tratta di un insegnante e della sua studentessa, allora la situazione si aggrava ancora di più. Ma al cuor non si comanda e poi tutta questa differenza neanche si nota, l’autrice è molto brava nel celarla. Due mondi opposti, due realtà diverse, due forze che si respingono per attrarsi senza alcuna via di scampo. Un continuo lasciarsi e riprendersi, perché nonostante la passione travolgente, la freddezza di David destabilizza la povera Deborah, ormai totalmente innamorata di lui. Come può un uomo essere innamorato della sua donna e continuare a rimanere così freddo con lei? Questo alone gelido contraddistingue David per tutto il corso del romanzo. Ci sono quegli attimi che ci fanno capire quanto sia profondo il sentimento che nutre nei confronti di Deb, ma sono così fugaci che bisogna davvero prestare tanta attenzione a ciò che si legge per capire come sia effettivamente caratterizzato questo personaggio maschile, così affascinante e magnetico nei modi e nei gesti. 


La narrazione segue il punto di vista di Deb, per cui conosciamo tutti i suoi pensieri e le sue preoccupazioni riguardanti David: non riesce a capirlo ed è una cosa che, leggendo, mi è stata trasmessa, perchè anche a me è risultato difficile farlo. 

«C’eravamo solo io e lui e non riuscivo a prevedere nemmeno lontanamente quali fossero le sue reali intenzioni.»

Ecco perché, collegandomi alle mie parole iniziali, ribadisco il fatto che bisogna leggere il tutto con più attenzione, senza soffermarsi magari sulla banalità di alcuni dialoghi tra Deb e le sue amiche, che tra l’altro sono passabili trattandosi di ragazzine alle prese con le gelosie e quant’altro, legati alla loro giovane età. È una storia tormentata, che porta alla necessità di comprendere e accettare ciò che siamo noi stessi e chi ci sta vicino. E David è una di quelle persone che vorrebbero restare ma che continuano ad andare via, perché le delusioni subite spesso ti spingono ad allontanare qualcuno piuttosto che trattenerlo e amarlo. 

«Lui era uno di quelli che ti capita di conoscere una volta sola nella vita e che poi ti rimangono dentro anche dopo essersene andati per sempre.»




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