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martedì 6 giugno 2017

Recensione “L’unica figlia” di Anna Snoekstra

Ben trovati cari amici. 
Oggi la nostra Krizia ci parla de “L’unica figlia” di Anna Snoekstra un thriller uscito lo scorso 20 aprile firmato Harper Collins. Scopriamo insieme cosa ne pensa…
Buona lettura!



Titolo: L’unica figlia
Autore: Anna Snoekstra 
Editore: Harper Collins 
Data di uscita: 20 aprile 2017
Genere: Thriller


2003
Rebecca Winter ha sedici anni e vive la sua estate da teenager, tra il lavoro al fast-food, la cotta per un ragazzo più grande e qualche furtarello con la sua migliore amica. Ma cose strane iniziano ad accaderle: qualcuno che si muove nella sua stanza di notte, parziali amnesie, la sensazione di essere osservata... E poi Bec scompare.
2014
Una giovane donna viene fermata per taccheggio in un supermercato. Disperata, per evitare l'arresto dichiara di chiamarsi Rebecca Winter e di essere stata rapita molto tempo prima. Le è sembrato il modo più facile per tirarsi fuori dai guai, svignarsela e ricominciare da capo, e infatti si insinua nella vita della vera Bec senza difficoltà: dorme nel suo letto, gioca con i fratelli, impara i nomi degli amici di un tempo. Ma la famiglia amorevole e gli amici entusiasti non sono esattamente quello che sembrano. Qualcosa non torna, e mentre cerca di tenersi il più lontano possibile dal detective che indaga sul caso, i panni di Bec le vanno sempre più stretti. Perché chiunque sia stato a farla sparire undici anni prima è ancora là fuori. E ora è lei a essere in pericolo.




Un mese! Ho impiegato un intero e interminabile mese a leggere questo libro. Troppo lungo? No, assolutamente! Solo troppo noioso! Ho sentito l’esigenza di interrompere più volte la lettura per dedicarmi a libri più piacevoli. Questo è uno di quei libri da cui ci si aspetta davvero tanto, ma la realtà è che, alla fine, l’unica cosa che rimane è l’amaro in bocca e la rabbia di aver sprecato tempo dietro una storia senza nè testa nè coda, inconcludente e al limite dell’inverosimile. Ho fatto davvero fatica a trovare un filo logico in questa storia, che si svolge tra il 2003 e il 2014, un arco temporale davvero molto lungo.




I due periodi vengono alternati, quindi mi sono ritrovata ad andare avanti e indietro nel tempo. La cosa in altre occasioni non mi ha mai disturbata, anzi, ho sempre apprezzato i libri strutturati in questo modo. In questo caso, però, non è stato così. I capitoli erano davvero troppo, troppo lunghi, e passare da un anno all’altro non aiutava certo a seguire il filo della storia. Anni diversi, protagoniste diverse che però l’autrice accomuna in un modo alquanto fantasioso. 2003: Rebecca è una sedicenne come tutte le altre, amici, divertimento, prime cotte, lavoretti estivi per sentirsi più indipendente. Insomma, una sedicenne all’apparenza normale, fino a quando improvvisamente non scompare nel nulla. 2014: Una giovane ragazza, per tirarsi fuori dai guai, dichiara di chiamarsi Rebecca Winter. Comincia così la sua nuova vita nella sua nuova famiglia. Dopo 11 anni la Rebecca di cui si erano perse le tracce è finalmente tornata a casa per la felicità di genitori, fratelli e amici. Per questa ragazza è estramamente facile insinuarsi nella vita di Rebecca, la somiglianza tra le due è davvero straordinaria, ma le basta poco per capire che qualcosa non va, sembra che chi undici anni prima ha fatto sparire la vera Rebecca, sia pronto a fare il bis. 



Per tutto il tempo non ho fatto altro che storcere il naso, come può una madre non riconoscere la propria figlia? Sono convinta che potrebbero passare cinquant’anni, ma una madre riconoscerebbe sempre, in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento la propria figlia! Ma oltre a questo, ma davvero si può prendere il posto di un’altra persona così, con questa facilità? No, perché se è così inizierei a preoccuparmi! Capisco che è un libro, e come la maggior parte dei libri è un’opera di fantasia, ma qui si sta parlando di fantascienza! Prendere in giro genitori, fratelli, amici e addirittura la polizia che vorrebbe far chiarezza sul caso. Ma non solo questa ragazza è riuscita anche a falsificare il test del DNA, una vera e propria professionista, ma proprio tutti le credono sulla parola. Un po' di urla, quattro lacrimucce e il gioco è fatto! Per non parlare di tutte le persone poco normali che la circondano! No, mi spiace, per me questo libro è stato davvero un flop, quasi un insulto alla mia intelligenza. Era davvero tanto tempo che non mi capitava di leggere un libro che mi disturbasse così tanto. Mi sento di consigliarlo? Assolutamente no! Unica nota positiva è lo stile della scrittura che, è veramente degno di nota. 





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