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martedì 24 luglio 2018

Recensione "Ink" di Alice Broadway, Skin #1

Cari lettori,

oggi Stella vi parla di "Ink" di Alice Broadway, un nuovo romanzo distopico uscito lo scorso 12 giugno grazie a Rizzoli. Se amate questo genere non potete lasciarvi scappare questa lettura. ;-)




Titolo: Ink
Autrice: Alice Broadway
Editore: Rizzoli
Genere: Young adult, Distopico
Uscita: 12 giugno
Pagine: 384
Serie: Skin #1

Immagina un mondo in cui ogni tua azione, ogni evento della tua vita ti viene tatuato sulla pelle, perché tutti lo possano vedere. Immagina se avessi qualcosa da nascondere…Non ci sono segreti a Saintstone: dall’istante in cui si nasce, successi e fallimenti vengono tatuati sulla pelle, così che tutti possano vederli e giudicarti, come un libro aperto. E proprio un libro i morti diventano: la pelle viene asportata, rilegata e consegnata ai familiari, come antidoto all’oblio che è ancora più temibile della morte. A patto che le pagine della vita superino il giudizio del consiglio: in caso contrario il libro viene gettato alle fiamme, e con lui il ricordo di un’intera vita. Quando l’amato papà muore, Leora, sedici anni, è convinta che il giudizio su di lui sarà pura formalità, e invece si rende conto che l’uomo nascondeva dei segreti, ma che di segreti ne cela anche il Consiglio…


La serie "Skin" è composta da:
1. Ink,12 giugno 2018
2. Spark , 7 gennaio 2018 negli Stati Uniti (inedito in Italia)



Miei cari lettori, chi di voi non è mai stato incuriosito e affascinato dai tatuaggi? Io assolutamente si, sono un'espressione artistica straordinaria e fulcro centrale di questo romanzo, che benché abbia poca azione è in compenso molto introspettivo ed è circondato da un alone di mistero e impreziosito da antichi racconti davvero affascinati.

La tranquilla e semplice vita della giovane Leora sta per cambiare per sempre: la dolorosa morte del suo amato padre segnerà il suo destino in un modo che nemmeno può immaginare. Nella città di Saintstone quando le persone muoiono, viene loro rimossa la pelle ed utilizzata per creare il libro che attraverso i tatuaggi incisi in essa, raccontano e celebrano la loro vita. Un memoriale che potrebbe sembrare macabro ma che in questa realtà è un gesto di profondo rispetto per la vita. Se durante la cerimonia della pesatura dell'anima la persona viene giudicata degna di essere ricordata, allora il libro in questione sarà consegnato alla famiglia del defunto e ricordato per sempre anche dalla comunità; in caos contrario, il libro verrà bruciato e la persona inesorabilmente dimenticata.



Nella società in cui Leora vive, i tatuaggi sono quasi sacri, permettono di rendere libera l'anima delle persone da qualsiasi emozione negativa, accompagnando la vita dei cittadini dalla nascita fino alla morte. Cosa che invece non avviene per i cosiddetti “intonsi”, ovvero quelle persone prive di tatuaggi che covano in loro malignità e cattiveria e che dopo una terribile guerra furono confinati e cacciati da Saintstone, additati come il male puro.

In attesa di sapere quale sarà il destino che attende l'anima di suo padre, la nostra protagonista tenta di andare avanti con la sua vita e di perseguire il suo sogno di diventare tatuatore. L’importantissima professione del tatuatore è un mestiere che molto raramente viene esercitato dalle donne secondo la loro storia, ma Leora ha un vero e proprio talento per il disegno e la giusta sensibilità per intraprendere questa carriera, poiché possiede anche la capacità di saper leggere le emozioni delle persone attraverso i loro tatuaggi. Inizia così il suo apprendistato presso uno degli studi di tatuaggi più apprezzati della città, dove farà la conoscenza del suo nuovo capo e mentore Obel, un uomo di grande saggezza e dagli splendidi tatuaggi che però stranamente Leora sembra non riuscire a leggere.


"Il passato non deve definirti, Leora. I tuoi errori non devono durare in eterno. C’è la redenzione. C’è sempre la redenzione."


Con il suo sogno realizzato, Leora sembra aver trovato finalmente la sua dimensione: il rapporto con sua madre è sempre più profondo, ha una migliore amica che la sostiene, un lavoro appassionante e un capo che crede nel suo talento e che tanto le ricorda il padre. Ma ciò che Leora non sa, è che il passato della sua famiglia e di coloro che la circondano sta per scontrarsi violentemente col suo presente, infondendole una paura che la blocca e la confonde, che le stringe il cuore e che getta oscure ombre sul suo futuro…



Se dovessi usare un'unica parola per descrivere al meglio questo romanzo, sceglierei sicuramente “originalità”. Mi è piaciuto tantissimo vedere come la società di Saintstone si sia tutta sviluppata intorno ai miti, le leggende e le tradizioni legate ai tatuaggi e come essi condizionino e guidino la vita dei cittadini. I tatuaggi in questa società distopica rappresentano appartenenza e memoria, ma in essi c'è anche un lato oscuro e ignoto alle persone, uno strumento di controllo del governo che manipola, travestendo da buoni propositi la sua sete di potere, utilizzando come capro espiatorio i famigerati intonsi, figure che vengono continuamente demonizzate, ma che forse in fondo non sono il vero nemico da combattere come il governo vuol far credere.


"Assomigliano a scheletri – no, a fantasmi. Siamo perseguitati solo dalla loro memoria, ora; ricordo a me stessa che se ne sono andati. Siamo al sicuro. Ma la mia paura è reale e così anche il potere che esercitano su di me."

Leora, essendo cresciuta in una società così autoritaria e categorica, ha sviluppato una fragilità che la rende insicura di sé stessa e troppo spesso inerte e solitaria. Certo è però, che la prematura morte di suo padre con cui aveva un rapporto davvero speciale fatto di complicità, ha accresciuto le sue debolezze. Una morte avvenuta in un periodo delicato della sua vita; in fondo Leora ha solo sedici anni e si sa, l'adolescenza è una fase fatta di continui alti e bassi, di cambiamenti fisici, di insicurezze, mille domande e decisioni sbagliate. E a proposito di questo, ad un certo punto della storia la nostra protagonista fa una scelta che me l'ha fatta odiare abbastanza, ma che ai fini della trama risulta funzionale e la porta di conseguenza a mettere tutto in una nuova prospettiva e a tirare fuori un po' di carattere.



Tra i personaggi secondari va assolutamente menzionato Obel, che è anche il mio preferito.  Ha un carattere deciso, è intelligente, giusto, lungimirante e scaltro, molto protettivo nei confronti di Leora, e che col tempo diventerà un porto sicuro e una guida morale per una ragazza sperduta come lei.


"E finalmente, finalmente, mi sorride, trattenendo la mia mano nelle sue e poi stringendomi in un abbraccio che mi ricorda così tanto mio padre che rido e piango allo stesso tempo." 


I racconti e le fiabe che inframezzano la storia sono una vera e propria chicca, che si contestualizzano alla perfezione con lo sviluppo narrativo e in cui possiamo riscontrare cenni a favole classiche come La bella addormentata nel bosco e il mito del vaso di Pandora. Questo certamente è stato un tocco di classe da parte di Alice Broadway che ho apprezzato moltissimo e che ha alzato il livello della storia.
Per non parlare poi delle scioccanti rivelazioni nella parte finale e delle relative conseguenze che scaturiscono da esse, decisamente inaspettate e sorprendenti.

In conclusione, posso dirvi che se cercate un distopico originale con una storyline lineare e semplice e con un ritmo scorrevole, Ink è il libro giusto e con il suo finale aperto vi metterà curiosità per il secondo romanzo della serie che spero arrivi presto anche in Italia.







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