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martedì 21 marzo 2017

Recensione "La donna che sparì con un libro” di Idra Novey

Ciao a tutti carissimi,
Oggi Denise ci parla del libro d’esordio di Idra Novey, “La donna che sparì con un libro”, uscito il 16 marzo grazie a Garzanti, e definito dalla critica come uno dei libri più originali e innovativi.

Buona lettura!


Titolo: La donna che sparì con un libro
Autore: Idra Novey
Editore: Garzanti
Pagine: 246
Pubblicazione: 16 Marzo

È l'ora di pranzo in un piccolo parco di Copacabana. Una donna rotondetta con i capelli grigi si ferma sotto un mandorlo. In mano ha una valigia e in bocca un sigaro. Sale su un ramo dell'albero e lentamente si inerpica fino in cima. Questa è l'ultima volta che Beatriz Yagoda, famosa scrittrice brasiliana, è stata vista. Emma Neufeld, la sua traduttrice americana, resta allibita a questa notizia: la scena della scomparsa ricorda troppo da vicino uno dei primi racconti dell'autrice. Beatriz non può essere semplicemente sparita: Emma prende il primo aereo per Rio, decisa a cercarla. Ma decifrare gli indizi che la scrittrice ha disseminato nei suoi libri si rivela più pericoloso del previsto. Perché anche un pericoloso aguzzino sta cercando Beatriz per un debito di gioco. E trovarla potrebbe anche significare ucciderla...


Questo è un libro che unisce il mondo dei gialli a quello della narrazione contemporanea. Una storia che a tratti ci fa riflettere su aspetti della vita, ma che anche ci coinvolge e tiene la nostra attenzione alta con i vari colpi di scena. Una lettura che è una corsa verso la verità, verso la vita… che parla di libri, di amore per la scrittura ma, soprattutto, perfetto per chi ama leggere.
Protagonista principale di questo libro, come si può evincere dal titolo, è una donna, Beatriz Yagoda, una scrittrice brasiliana che un bel giorno, con una valigia e un sigaro in bocca, sale su un albero in un parco e “puff” sparisce.
Beatriz è una donna alquanto strana, non solo per essere salita su un mandorlo e non aver lasciato più tracce di sé, ma anche per il suo carattere e modo di comportarsi, che traspare molto dai suoi libri.



Come una bambina ignara della differenza tra fantasia e realtà, la stessa
che inventava racconti di fantasmi per il padre mentre lui risuolava le scarpe altrui.

Da qui, comincia una corsa contro il tempo alla ricerca della scrittrice che fa entrare in scena altri personaggi, prima fra tutti la traduttrice di Beatriz, Emma.
Emma vive a Pittsburgh, con Miles, fidanzato di una vita, e con i suoi amati gatti. La sua unica fuga da una vita monotona e grigia è questo rapporto quasi confidenziale con la sua autrice. Emma venera quasi in maniera ossessiva Beatriz e trova uno scopo solo leggendo e traducendo i suoi libri, che sono alquanto bizzarri e spesso indecifrabili come il carattere di colei che li ha scritti.



Per anni aveva inseguito la precarietà. Si considerava destinata a un'esistenza sospesa, in bilico tra due paesi, dentro la foschia di due lingue. Ma una libertà troppo evanescente
si trasforma facilmente nell'esatto opposto. Ora si sentiva prigioniera del suo nomadismo come certe persone si sentono incatenate alla città dove sono nate.

La traduttrice naturalmente andrà alla ricerca della scrittrice scomparsa e, come in una caccia al tesoro, cercherà  indizi probabili lasciati da Beatriz soprattutto fra le pagine dei suoi libri.
A questa ricerca si uniscono i figli di Beatriz, Raquel e Marcus.
Due ragazzi con i medesimi occhi verdi della madre ma che brillano con un`intensità diversa, come sono opposti i loro caratteri.
Raquel è una donna quasi fredda e dura nei confronti di tutti, soprattutto di sua madre. Questi suoi sentimenti negativi sono lo specchio di quello che ha vissuto, o meglio, di quello che sa e non vuole dire.

Non aveva mai letto i libri di sua madre. Non si era mai fatta incantare dall'illusione di poter conoscere una persona dai romanzi che scrive. Scoprire ciò che uno scrittore non aveva mai scritto, pensava, era forse l'unico modo per conoscerlo davvero.

Marcus, al contrario, è espansivo e spavaldo, un bel ragazzo che sa come piacere, ma anche sensibile e premuroso nei confronti di tutti, soprattutto nei riguardi della madre e, in seguito, anche di Emma.
I personaggi principali sono aiutati in questa ricerca dall`editore di Beatriz, Roberto Rocha. Amico di Beatriz, Rocha vuole trovarla per un suo tornaconto personale piuttosto che per affetto nei suoi confronti. Alla continua ricerca di un'opera profonda e sensazionale che attiri il pubblico...

Anche nelle opere di narrativa che dava alle stampe cercava la densità: un cuore tenero al centro, ma abbastanza potente da offuscare l'aria.

Infine abbiamo anche il cattivo della situazione, in questo caso "cattivo" sembra quasi un complimento per Flamenguinho, uno strozzino alquanto ignorante e rozzo, che minaccerà la vita dei nostri protagonisti.



La lettura è piacevole e scorrevole e ti dà la sensazione che anche tu stia correndo con i personaggi alla scoperta di verità nascoste e alla ricerca di Beatriz. Molti punti del libro sono ambigui e lasciano spazio all'immaginazione, naturalmente, per dare un senso di suspense al racconto.
Il finale non è da meno, rimane quasi aperto e lascia un velo di tristezza su quello che è accaduto.
Ho adorato lo stile di scrittura, molto originale e a tratti ironico, ma sicuramente molto particolare.
È un libro che lascia ampio spazio alla propria interpretazione e che fa riflettere sulla vita, sullo sfondo di un giallo intrigante. 



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