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mercoledì 19 aprile 2017

Recensione " La Migliore Delle Vite" di David de Juan Marcos

Salve a tutti,
oggi Denise ci parla de “La migliore delle vite”, arrivato in Italia il 6 aprile 2017 grazie a Harper Collins Italia. Una storia di amicizia, amore e anche dolore, che vi trasporterà in diversi luoghi. Un romanzo con il quale l’autore, David de Juan Marcos, vuole farci riflettere sul significato della vita e sulle diverse sfaccettature che può assumere. Quindi mettetevi comodi per questo viaggio attraverso la vita e leggete le parole della nostra Denise.

Buona lettura!


Titolo: La Migliore Delle Vite
Autore: David de juan Marcos
Editore: HarperCollins
Genere: Narrativa
Prezzo ebook: 9,99€
Data D'Uscita: 6 Aprile 2017

È autunno quando Nicolás arriva a Cambridge dalla Spagna, e subito avverte qualcosa di magico e inafferrabile, un legame speciale con una città che è come una tavolozza di vetro e pietra, un arcobaleno velato. Conosce Pierre per caso, una domenica mattina, mentre corre tra alberi artritici avvolti in una nebbia azzurrina. Diventano amici. Ed è proprio Pierre a presentargli Lei, una ragazza danese inquietante e bellissima, circondata da un alone di mistero che ne accresce il fascino e rende quasi impossibile starle lontano. Quello che unisce i tre giovani è un rapporto profondo e superficiale al tempo stesso, fatto di segreti svelati a metà, di speranze condivise e di ferite che tuttavia non tolgono loro l'entusiasmo e la voglia di cambiare il mondo. In un viaggio emozionale ed emozionante tra Cambridge, Roma e Amsterdam, Lei, Nico e Pierre si lasceranno e si ritroveranno, portando alla luce segreti che cambieranno la loro vita e li costringeranno a riflettere su chi sono e chi vogliono essere.



Protagonista principale e voce narrante del romanzo è Nicolás, o ancora meglio Nico, il quale racconta la sua storia a noi lettori o a chiunque sia in ascolto.
La vita di Nicolás cambia dal momento in cui suo fratello minore, Marcos, sparisce senza motivo e non si sa più nulla di lui. La casa in cui vive Nico con i suoi genitori cade nel silenzio più assoluto e nella disperazione.

“A loro mancavano il sonno e le parole. Ai miei genitori. A loro mancava il mio nome. Tutti sanno
che ciò che non si nomina scompare. Vivevano intorpiditi, i miei genitori. Perseguitati. Abbandonati.
Tutto allo stesso tempo. Con un pezzo rotto che impediva al resto del meccanismo di funzionare.”

Per fuggire da questo silenzio, Nicolás decide di partire per Cambridge per studiare e, soprattutto, per dimenticare la sua vita in Spagna.

“Avevo tradito qualcosa di spirituale, qualcosa di me. Ero scappato dalla mia vita come se la vita dipendesse da questo.”

Nico, però, non sa che la sua vita subirà una svolta inaspettata e cambierà tutto.
Il primo incontro, che segnerà l'inizio di questi cambiamenti, è quello con Pierre Spielmann, un ragazzo francese che diventa suo amico e che ha una visione del mondo tutta particolare. Pierre è molto diverso da Nico, più espansivo e sicuro di sé (al contrario di Nico, più timido e introverso), ma ha in comune con lui il  desiderio di fuggire da una vita imposta che gli sta stretta ed è, come tanti giovani, alla ricerca del suo posto nel mondo.

“Sapeva studiare il presente con il rigore con cui si analizza il passato, come se esaminasse ogni situazione trent’anni dopo e non in tempo reale. Osservava il tempo come si osserva il mondo da una mongolfiera.”

La conoscenza con Pierre porta, successivamente, all’incontro più importante, quello con una ragazza danese dai tratti nordici e dai folti capelli del colore del fuoco. La ragazza, chiamata semplicemente “Lei” nel racconto, è enigmatica e sfuggente, una combinazione letale per il nostro Nicolás.

“Mi rivolgesti un mezzo sorriso. Non lo dimenticherò. Nella tua
bocca l’impossibile aveva ragione d’esistere. Chinasti il capo con un lieve rossore. E allora mi fu
chiaro: non ero più solo in quella terra sconosciuta.”


Su di Lei non si nulla, o poco. Custodisce dei segreti, forse inconfessabili; e poi un dolore, cosa che la accomuna a Nico,  sarà il motivo che spingerà  quest’ultimo verso Lei, ma allo stesso tempo, farà sì che la  respinga. Con Lei, Nico darà inizio ad un viaggio attraverso l’Europa, da Cambridge a Roma, passando per Amsterdam, per poi finire a Parigi alla scoperta di segreti, forse anche di loro stessi, alla volta di un’avventura che è la vita.
Qui la storia comincia a farsi interessante e lo stile meno lirico, ma più narrativo.
Personaggi minori, ma non meno importanti, sono  Gennaro, l’uomo napoletano che affitta a Nicolás una stanza a Cambridge, e Martìn, il nonno di Nico.
Il primo, Gennaro, può sembrare sempre allegro e dai modi troppo espansivi ma, in fondo, anche lui ha una storia intrisa di sofferenze come tutti.

“Esaudivo sempre i suoi desideri. Lui in cambio mi regalava un’amicizia lenta, circondata da
teiere fumanti e consigli che sembrava rivolgere a sé stesso, così intrisi di poesia di strada. Era una
brava persona, Gennaro.”

E poi, Martìn, il nonno di Nicolás, un uomo di poche parole, quasi nessuna, che comunica con il nipote attraverso una scacchiera, ma che dà sempre buoni consigli, dati dalla sua esperienza, al nostro Nico. 

“A volte, Nico, la verità arriva da lontano, come visualizzare con diverse mosse di anticipo lo scacco matto che ti farà perdere la partita.”

Un romanzo ricco di prosa, che porta con sé molti insegnamenti e, soprattutto, riflessioni sulla vita, di come è piena di difficoltà e di imprevisti, che possono cambiarla in meglio o in peggio.
Ma sta soprattutto a noi decidere in che direzione andare, con le nostre scelte, giuste o sbagliate che siano.


Di questo libro posso sicuramente parlare in positivo, anche se non ho apprezzato troppo lo stile lirico, che ha caratterizzato soprattutto la prima metà del romanzo. La seconda parte, al contrario, a mio parere è più coinvolgente.
Sicuramente consiglio la lettura, perché fa sì che ci si soffermi a riflettere su alcuni aspetti della vita e, magari, anche a trarne qualche spunto.

2 commenti:

  1. Grazie per la recensione, mi hai fatto conoscere questo libro davvero meraviglioso.
    Ora però ho un dilemma, mi piacerebbe molto leggere qualcosa di simile con lo stesso stile di scrittura, mi sono venuti i brividi ogni volta che spiegava un pensiero o un atteggiamento con paragoni studiati a puntino. Hai qualche consiglio? Di nuovo grazie per la recensione.

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  2. Grazie a te per aver letto la mia recensione :D Ti devo dire la verità,non ho ancora letto qualcosa si simile in quanto a stile, come tematiche che ti fanno riflettere su vari aspetti della vita,ti consiglio "La donna che sparì con un libro" di Idra Novey, è un thriller in questo caso... Trovi la mia recensione sul blog,se ti interessa. Per qualsiasi altra cosa, ti consiglio di rimanere sintonizzata con il blog!! ;-) baci ;-*

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