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venerdì 28 aprile 2017

Recensione "Tredici" di Jay Asher

Cari lettori, 
oggi Denise vi parla di un romanzo molto discusso, che tratta tematiche molto delicate, ma anche molto attuali. È il best-seller di Jay Asher, “TREDICI”, edito da Mondadori, uscito il 14 marzo e che ha ispirato una serie tv in onda su Netflix. Una storia da non perdere!

Buona Lettura!


Titolo: Tredici
Autore: Jay Asher
Genere: New Adult
Editore: Mondadori
Data D'Uscita: 14 marzo 2017


"Ciao a tutti. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori... Ve lo prometto. "Quando Clay Jensen ascolta il primo dei nastri che qualcuno ha lasciato per lui davanti alla porta di casa non può credere alle sue orecchie. La voce che gli sta parlando appartiene a Hannah, la ragazza di cui è innamorato dalla prima liceo, la stessa che si è suicidata soltanto un paio di settimane prima.
Clay è scolvolto, da un lato non vorrebbe avere nulla a che fare con quei nastri. Hannah è morta, e i suoi segreti dovrebbero essere sepolti con lei. Ma dall'altro il desiderio di scoprire quale ruolo ha avuto lui nella vicenda è troppo forte. Per tutta la notte, quindi, guidato dalla voce della ragazza, Clay ripercorre gli episodi che hanno segnato la sua vita e determinato, in un drammatico effetto valanga, la scelta di privarsene. Tredici motivi, tredici storie che coinvolgono Clay e alcuni dei suoi compagni di scuola e che, una volta ascoltati, sconvolgeranno per sempre le loro esistenze. Con più di due milioni e mezzo di copie vendute soltanto negli Stati Uniti, Tredici, romanzo d'esordio di Jay Asher, è da dieci anni uno dei libri più letti dai ragazzi americani.

Uscito per la prima volta nel 2007, “Tredici” non può essere  considerato un thriller ma, piuttosto, un romanzo psicologico (nemmeno l’etichetta “romance” gli si addice molto). 
La protagonista è Hannah Baker, un’adolescente morta suicida già all'inizio della storia.
Le ragioni che l'hanno portata a compiere questo gesto, da lei assolutamente calcolato, sono ben tredici.
Tredici sono le persone che sono entrate in contatto con lei e che, in qualche modo, hanno fatto sì che lei prendesse quella drastica decisione.

“Hanno fatto tutti finta di niente. Nessuno che mi abbia chiesto se c’era un problema.”

Una scuola, una ragazza nuova che non conosce nessuno e che cerca di socializzare, ma che entra in una spirale negativa dalla quale non riuscirà mai più a venir fuori…

“Da un sacco di tempo, se non addirittura dal primo giorno in questa scuola, era come se io fossi l’unica a cui gliene importasse qualcosa di me.”

Tra le tredici ragioni, e quindi tra le persone che sono “amiche” di Hannah, c’è un ragazzo timido e tranquillo che prova qualcosa di più nei suoi confronti, ma non riesce a confessarle nulla, forse, per la  troppa paura del giudizio degli altri.
Questo ragazzo è Clay Jensen.

“Perché le ho dato retta? Perché l’ho lasciata lì? Aveva bisogno di me e io lo sapevo. Ma ho avuto paura. Ancora una volta, mi sono lasciato prendere dalla paura.”


La storia si evolve tramite un racconto in prima persona di Hannah stessa, che parla attraverso delle cassette che ha registrato e lasciato a quelle persone che ritiene essere le sue “ragioni”, e che, a rotazione, vengono ascoltate da tutti, in una sorta di girone dell’inferno.

“A ogni nuovo lato di ogni nuova cassetta, un vecchio ricordo viene stravolto. Un vecchio compagno di scuola si trasforma di colpo in qualcuno che non so più riconoscere.”

Bulli? Alcuni di loro lo sono, altri hanno avuto semplicemente paura, hanno seguito la folla, come sempre accade. Le parole sono lame affilate che fanno male e, a volte, invece, sono il silenzio e l’indifferenza ad uccidere.

“Ho esplorato strade e vie secondarie di cui non sospettavo nemmeno l’esistenza. Ho scoperto interi quartieri nuovi. E alla fine ho capito che ero semplicemente schifata da questa città e da tutto quello che c’era dentro.”

Il racconto è molto introspettivo: Hannah racconta di sé stessa e non solo degli altri suoi compagni, forse per farsi conoscere veramente, per fare conoscere la vera Hannah e non la protagonista dei pettegolezzi. I suoi sentimenti, le sue sensazioni, tutto quello che lei ha provato e pensato, viene completamente sviscerato.

“Volevo che gli altri si fidassero di me, nonostante tutto quello che si diceva in giro sul mio conto. O meglio ancora, che imparassero a conoscermi. A conoscere non quello che credevano di sapere su di me. Ma la vera me. Volevo che si spingessero oltre le apparenze. Oltre le relazioni che potevo aver avuto, o che ancora avevo, ma che loro non condividevano.”

Ho provato un po' di difficoltà a parlare di questo libro, forse perché i temi trattati sono molto delicati ed è difficile parlarne, anche se è giusto farlo.
Ho apprezzato lo stile dell’autore, molto fresco e semplice. La narrazione è scorrevole e piacevole. Nonostante a molti non sia piaciuto, e posso anche capire le motivazioni, io ho apprezzato molto il modo, così intimo, di parlare di bullismo dal punto di vista della vittima, e anche il modo in cui vengono descritti i sentimenti di una persona che ha preso una decisione così drastica e definitiva, come quella di togliersi la vita.
Sicuramente consiglio di leggerlo, e poi, fatemi sapere cosa ne pensate voi!! ;-)



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