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venerdì 21 aprile 2017

Segnalazione Made in Italy --->> Alessandra Dilor, Daniela Ippoliti, Marika Cavaletto & Chiara B. D'Oria e Monika M.


Ciao carissimi amici,
oggi per la nostra rubrica Made in Italy abbiamo come ospiti: Alessandra Dilor, Daniela Ippoliti, Marika Cavaletto & Chiara B. D'Oria e Monika M.
Vi lascio in compagnia delle loro opere.
Buona lettura!



Titolo: 4 Billie
Autore: Alessandra Dilor
Editore: Self
Genere: Romantic Suspence
Data di uscita: 28 aprile 2017
Prezzo: 0,99 €

Quando Jesse Maxwell, trentenne scurrile e intrattabile è costretto a lasciare Austin per provvedere agli affari dell’impresa familiare, (rischio il licenziamento) non immagina di arrivare a toccare il fondo… Non si aspetta di dover curare gli interessi economici della Maxwell Corporation scontrandosi con Billie Jacox e la misteriosa scomparsa di sua madre. Soprattutto non immagina che l’attrazione può sorprenderlo nel luogo più impensabile, attraverso una ragazza completamente fuori dal comune.
Non sa che la vita può di nuovo apparirgli bella e che il suo cuore rischia di tornare a battere.

“ Io non sono una di quelle che cambia spesso le tende in cucina o il copridivano in salotto o il profumo che metto. A dire il vero neanche i fiori sulla lapide di mia madre.
Però c’è un momento della giornata, nel quale mi va di cambiare tutto quello che vedo: ogni mattina quando sono allo specchio e mi osservo. È questo il momento in cui desidero cambiare.

“ Benedico il fatto che la mia ira spesso passi attraverso il mio corpo e non riesca a venire fuori al momento. Come corrente che rimane dentro di me e non scarica a terra, perché io non tocco mai terra.

BIOGRAFIA
Alessandra Di Lorenzo è nata a Venafro in provincia di Isernia e vive divisa fra quest’ultima città e Pescara, dove studia per conseguire la laurea in architettura.
Ama da sempre disegnare e dipingere, ha frequentato infatti il Liceo Artistico.
Svolge lavori come graphic designer e modellista presso alcune imprese e associazioni.
4 Billie è il suo secondo romanzo.     

Titolo: Il giardino di Mattia
Autore: Daniela Ippoliti
Editore: Bibliotheka Edizioni
Pagine: 160
Prezzo: 11 €


Mattia è un ragazzo di diciannove anni come tanti, con una vita normale, degli amici normali ed una famiglia altrettanto normale, fino a quando tutto tragicamente si interrompe per sempre perché Mattia muore in un incidente stradale con il suo scooter. Per cercare di sopportare il dolore per la perdita del loro amico e nel tentativo di trasformare un posto dove è arrivata la morte in un luogo dove poter ritrovare un po’ di vita e di allegria, gli amici di Mattia decidono di creare un piccolo ma attrezzato giardino nella piazza dove il ragazzo ha avuto l'incidente mortale. Andando a scomodare la teoria sociologica sui ‘sei gradi di separazione’, il libro racconta di come l'esistenza di ognuno di noi sia spesso legata, tramite un filo invisibile, all’esistenza di un altro individuo e come l'aiuto che ci serve possa giungere da ogni direzione, anche la più impensabile.


In libreria ‘Il giardino di Mattia’ il primo romanzo di Daniela Ippoliti


“La morte di qualcuno può dare inizio alla nascita di qualcun altro”. In questa frase è racchiusa tutta la profondità di questo romanzo, che segna l’esordio nel mondo editoriale di Daniela Ippoliti con Bibliotheka Edizioni. Può la vita di un giovane interrompersi all’improvviso? Purtroppo succede ed è realtà attuale e tristemente diffusa. Un incidente stradale la spezza per sempre, e cambia quella di chi resta. Con una scrittura semplice, molto descrittiva ed avvolgente l’autrice ci proietta addosso tutto il dolore per la scomparsa di un ragazzo che era amato dagli amici, dalla famiglia, dalla comunità. Il vuoto che ha lasciato è evidente e viene raccontato attraverso le azioni e i pensieri di Chiara ed altri compagni che con lui hanno condiviso momenti di vita e spensieratezza. Un luogo diventa il simbolo per mantenere vivo il ricordo: un giardino. E’ meta di incontro dei ragazzi per restare uniti e trovare un po’ di conforto. Si intrecciano storie, prendono forma situazioni nuove ed emozioni e dal buio appare una flebile luce di speranza. Daniela Ippoliti riesce a coinvolgere il lettore, a trascinarlo con forza in una dimensione drammatica, che può evolvere e trasformarsi in qualcosa di diverso, più luminoso e positivo, dove tutto può avere un colore, se si ha la volontà di crederci.

BIOGRAFIA
Daniela Ippoliti è nata a Roma nel 1964, dove vive attualmente insieme a suo figlio. Laureata in medicina e chirurgia presso l'Università di Roma La Sapienza e specializzata in dermatologia, lavora da molti anni presso un famoso istituto dermatologico della capitale. “Il giardino di Mattia” è il suo primo romanzo. 


 

Titolo: Lithium
Serie: St. Jillian Saga, vol. 1
Autore: Chiara Bianca D'Oria e Marika Cavaletto
Genere: Urban Fantasy
Data di uscita: 25 febbraio 2017
Editore: Self Published
Pagine: 420
Prezzo: 2,99 €


"L’ultima scena, impressa a fuoco nella mia mente, fu quella di una ragazza dai capelli lunghi e castani impugnare un paletto di legno e tenere alto l’onore della nostra razza.
Siamo quello che siamo e lei si era appena aggiunta al nostro Destino.
Siamo quello che siamo.
Siamo Cacciatrici di vampiri."
Fuggire. Mya e Chrissie devono fuggire. Abbandonare un passato troppo pesante che rischia di farle affondare un'altra volta. "Scozia: nuova università, nuova vita", si dicono ancora, non sapendo che i ricordi che cercano disperatamente di dimenticare non sono nulla in confronto a ciò che il Destino ha in serbo per loro. Perchè St. Jillian non è il paradiso sperato, ma l'inferno che non ti aspetti, solo un altro luogo pieno di nuovi ricordi da dimenticare.
Vampiri, licantropi, cacciatori di demoni e guerre millenarie, in una realtà nascosta al genere umano, Mya e Chrissie ricorderanno a loro stesse come Amare e Combattere facciano parte del nostro Destino, un Destino a cui non sempre ci si può sottrarre.
E allora, che senso ha fuggire ancora?
Un urban fantasy che lega le vite di diverse persone alla ricerca della loro strada, in un mondo irreale, governato da un'entità incurante. Perché il Destino ci ama e ci odia con la stessa intensità, ma a noi, povere pedine del suo folle piano, l'odio sembra prevalere.



Estratto
Camminavo distratta per le strade di St. Jillian, la mia città. Era strano dirlo.
Mi ero data un limite. Avevo deciso che per le otto sarei tornata allo studentato, sarei entrata di botto e… l’avrei implorata di perdonarmi. Sapevo che aveva ragione, l’avevo sempre saputo, ma il mio orgoglio non mi avrebbe mai permesso di ammetterlo. Però questa volta era diverso; questa volta non riguardava solo noi.
Cominciava a fare freddo. I lampioni alla mia sinistra lampeggiavano aritmicamente. Non lo prendevo mai come un buon segno, tutti i film horror iniziano con una strada poco illuminata e una ragazza che spaventata cerca di tornare a casa. Alzai gli occhi al cielo. Dovevo stare attenta! Con la mia fortuna, ero benissimo capace di peggiorarmi da sola la giornata. Mi guardai innocentemente a destra e a sinistra, pronta a scattare al minimo segno di pericolo, ma non c’era nessuno, solo i lampioni fulminati e il mio cuore a mille. Avevo quella strana sensazione di tensione che precede la paura vera e propria. La stessa sensazione di quel giorno, quando improvvisamente una donna dai capelli biondi aveva imprecato alla mia destra.
Anche allora non c’era nessuno in giro…
Oh, ma porca miseria! Io e i miei stupidi collegamenti del cavolo!
All’improvviso, una luce accecante coprì il lampeggiare instabile dei lampioni. Abbassai il capo anche se non ne avevo davvero bisogno.
Imprecai. L’amuleto in litio brillava di un blu intenso.
Mi voltai immediatamente quando un urlo assordante dilagò nelle meningi come un campanello d’allarme. Corsi senza pensare dove l’istinto mi portava. Corsi senza nemmeno sapere che fare nel caso in cui mi fossi trovata il vampiro di fronte. Corsi sapendo solo che di persone sulla coscienza non ne volevo più.
Arrivai senza fiato all’angolo di un vicolo cieco. Sbirciai dal muro la situazione: la ragazza che avevo sentito urlare era sdraiata a terra, priva di sensi. Un’altra persona era china su di lei. Sentii un brivido di ribrezzo accapponarmi la pelle.
Mi feci avanti senza pensare troppo alle conseguenze, volevo solo interrompere quello spettacolo.
«Ehi, tu!» urlai impavida.
Cristina, che stai facendo? Non sei armata, non sei addestrata, non...
Il vampiro si girò lentamente a fissarmi.

Biografia
Chiara e Marika hanno vissuto praticamente in simbiosi sin dalla prima elementare. Nonostante abbiano caratteri completamenti opposti, sono sempre state assieme, migliori amiche, unite contro tutto e tutti.
Nate entrambe nel '91, a sei mesi esatti di distanza, hanno un amore sconfinato per i libri e la scrittura. Dopo l'università e l'erasmus, avrebbero voluto trasferirsi assieme in Scozia, ma il Destino ha deciso diversamente. Chiara si è diplomata alla Scuola Holden di Baricco, a Torino, mentre Marika a un master del Sole 24 ore, a Roma.

Social

Titolo: Fregiate virtù ed inconfessati vizi
Autore: Monika M
Genere: Romance Storico
Data di uscita: 11 aprile 2017
Pagine: 151
Editore: Self Published
Prezzo: 0,99 €



Nella grigia Londra del 1813 la parigina Miss. Cécile Juliette Lefebvre comprende presto come l' ostentare le proprie virtù mettesse al riparo dal sospetto una giovane donna, della quale mai nessuno avrebbe dubitato, lasciandola libera di vivere segretamente nefandi vizi!

Presentazione:
Londra, 1813
Bello e tenebroso, raffinato dandy inglese, Lord Byron domina la scena nel prestigioso salone di Lady Heathcote ed il cuore di Lady Carolina Lamb, una volta sua amante. La donna, sorpresa dal marito invischiata in una sordida storia d’amore con il libertino, viene allontanata da Londra ma il fuoco della passione per l’amato non si affievolisce anzi divampa più che mai. Tornata in città si rende conto però che così non è per lui; egli l’ha già dimenticata. Furiosa per l’indifferenza mostrata da Byron, durante il ballo che li vede nuovamente vicini, Lady Lamb compie un gesto estremo: infrange un calice di cristallo e tenta di tagliarsi le vene, ottenendo da lui unicamente un insulto.
In questo melodrammatico affresco storico prende vita la mia protagonista: Miss Cécile Juliette Lefebvre. Soggiogata dalle sue passioni si lascerà sedurre da una Londra grigia che cerca nel libertinaggio una via di fuga dalla noia.
Alcuni personaggi sono realmente esistiti, altri sono unicamente frutto della mia fantasia, come gli eventi che vado ad intrecciare, fondendo realtà e narrazione …

ESTRATTI
* La sua voce le giunse inaspettatamente alle spalle mentre ella si inoltrava nel corridoio. Nascosto dallo stipite della finestra e dal tendaggio era celato allo sguardo di Cècile Juliette che, avanzando, gli era passata alle spalle.
-Siete curiosa: i vostri occhi lo rivelano.- disse, palesandosi ed avanzando con quella sua andatura lievemente malferma verso la giovane.
-Le vostre amanti invece rivelano che siete pazzo… -rispose impertinente per celare l’imbarazzo ed ostentando un’ aggressività da difesa.
La risata di Lord Byron risuonò fuori luogo, essendo egli causa della tragedia appena sfiorata nella stanza accanto. Nonostante il buon inglese non sfuggì all’uomo l’accento francese della giovane. Con lo sguardo fisso nei suoi occhi avanzò e, vedendola indietreggiare, sorrise.



* Cécile Juliette avvertì la stanza mulinarle attorno, una vertigine violenta che dominò a stento, afferrò la posata e ne spinse le affilate punte sulla coscia, così che quel dolore fisico soppiantasse quello dello spirito. Mentre il dolore diveniva sempre più intenso Cècile Juliette esercitava il suo volto a restar impassibile alle emozioni, simulacro necessario.
I giorni successi divennero detenzione per la giovane. Ogni risveglio si accendeva della speranza lui tornasse a farle visita, ogni tramonto affogava il miraggio nella delusione. Cècile Juliette si sorprese più volte alla ricerca del respiro che veniva a mancarle, ammonendo se stessa e la sua fragilità, possibile lui non la desiderasse? La sapeva lì eppure …
Avvertì quel vuoto minacciarla ancora, era come precipitar in se stessa, inghiottita da paure sconosciute, sentiva di aver una inaccessibile selva proprio dentro di lei, non bastava guardarsi allo specchio per conoscersi!






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