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martedì 20 febbraio 2018

Recensione "Uomini che restano" di Sara Rattaro

Cari amici lettori,

oggi vi parlo di UOMINI CHE RESTANO, ultimo lavoro della mia adorata Sara Rattaro, uscito il 13 febbraio grazie alla Sperling & Kupfer. Una storia che racconta l’incontro tra due donne molto diverse e della loro vita imperfetta. Una storia di paure e di speranze, di illusioni e di smarrimento di fronte alle traiettorie imprevedibili dell'esistenza; gli affetti tenaci, gli amici nuovi e quelli di sempre, e gli amori che non fanno promesse a metà.


Titolo: Uomini che restano
Autrice: Sara Rattaro
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Narrativa
Uscita: 13 febbraio


All’inizio non si accorgono nemmeno l’una dell’altra, ognuna rapita dal panorama di Genova. Fosca e Valeria s’incontrano per caso, sul tetto di un palazzo dove entrambe si sono rifugiate nel tentativo di sfuggire al senso di abbandono che a volte la vita ti consegna a sorpresa, senza chiederti se ti senti pronta. Fosca è scappata da Milano e dalla confessione scioccante con cui suo marito ha messo fine in un istante alla loro storia, una verità che per anni ha taciuto a lei, a tutti, persino a se stesso. Valeria nasconde sotto un caschetto perfetto e un sorriso solare i segni di una malattia che sta affrontando senza il conforto dell’uomo che amava, perché lui non è disposto a condividere con lei anche la cattiva sorte. Quel vuoto le avvicina, ma a unirle più profondamente sarà ben presto un’amicizia vera, di quelle che fanno sentire a casa. Perché la stessa vita che, senza preavviso, ti strappa ciò a cui tieni, non esita a stupirti con tutto il buono che può nascondersi dietro una fine.




Sara Rattaro ormai, per me, è diventata una calamita dalla quale non posso fare a meno di essere attratta. Non so quale forma di sortilegio compone mentre scrive, ma so per certo che mi strega ogni volta. Con pura semplicità e senza tanti fronzoli, le parole escono dal libro e mi avvolgono in un caldo abbraccio, che mi coccola, mi protegge, mi riscalda, mi fa sentire sicura e me stessa. Ho sempre la sensazione, leggendo ogni volta un suo nuovo libro, di averci parlato personalmente e di vedere fra quelle pagine tutto quello che mi serve d’aiuto o di cui ho veramente bisogno. In particolare, in Uomini che restano si parla della difficoltà delle donne nei rapporti e nelle relazioni. E Sara Rattaro lo fa ancora una volta attraverso un soffio di vento appena percettibile, ma che ti sferza il cuore. Pur affrontando argomenti quotidiani, che nel bene e nel male ci troviamo ad affrontare, lei è in grado di rendere il tutto così perfettamente incredibile che ti ritrovi dentro la storia, in modo così potente da vivere ogni percezione e ogni emozione possibile. Mi cattura e mi porta via e, in questo caso, ha fatto sì che mi immedesimassi con le due protagoniste della storia, Valeria e Fosca. Due donne molto diverse tra loro, ma accomunate da un evento che ha causato loro un dolore sconvolgente: il tradimento da parte dei loro compagni. Un dolore forte, ma che potrebbe prendere una piega imprevedibile.


Si incontrano per puro caso, sul tetto di un palazzo di Genova. Fosca, organizza una festa a sorpresa per il compleanno di suo marito che, ignaro di tutto, le comunica la fine della loro storia. Così, decide di partire dalla sua casa di Milano per Genova, la sua città natale, e si rifugia nell’appartamento dei suoi, partiti per una crociera. Sente il bisogno di allontanarsi da tutto e rimanere da sola, per pensare. Sale sul tetto della palazzina e lì incontra Valeria, vicina di casa dei suoi. Il dolore e la sofferenza per un abbandono inatteso le legano immediatamente. Entrambe bisognose di un’àncora di salvezza, di un qualcosa a cui aggrapparsi ferocemente per non cadere giù nell’abisso. Donne abbandonate e subito sostituite: Fosca, rimpiazzata nel modo più inaspettato, Valeria, nel momento più difficile della sua vita. Ma, se vogliamo, è proprio grazie a questo dolore che Fosca e Valeria riescono a riguardarsi e a riconoscersi, fino ad arrivare a percorrere lo stesso cammino pieno di ostacoli che le porterà a leggersi dentro e a riconciliarsi con loro stesse.


"Ero un pezzo senza l'insieme, un'anima con dei corpi intorno e, forse, il primo errore era stato quello: cercare una vita non mia."

E poi, nelle loro vite, arrivano gli uomini: Lorenzo, Ale e Fabrizio. Loro sono quelli in grado di stravolgere la vita semplicemente con un sorriso e la loro determinazione. Sono quelli che entrano nelle case altrui, conquistano la tua mente e la tua anima, mandano tutto in frantumi, e tu rimani sola a raccogliere i pezzi. Sono quelli su cui puoi contare, quelli che “restano” e non vanno via. Quelli che, nel caso di Lorenzo, sbagliano, ma fanno di tutto per rimediare. Semplicemente uomini imperfetti.



Una storia di speranza, di amore, di amicizia e di forza necessaria per poter cambiare il nostro presente ed essere in grado di costruire un nuovo futuro, nel momento in cui tutto intorno a noi sta crollando. Allora è su quella forza che ti devi appigliare e devi farla tua. Non è semplicemente la fine di una storia d’amore, ma la Rattaro ci racconta la vita fatta di scoperte, di delusioni, di amicizie, di dolore e gioia, di sorrisi e lacrime, di tutto quello che ognuno di noi si trova ad affrontare ogni giorno. E’ una storia che parla con gli sguardi dei protagonisti, ma che sono anche i nostri sguardi, di mani che si intrecciano, che si toccano, che si aggrappano, di abbracci sinceri, sentiti, che si fondono. In tutto questo, la storia di Fosca, Valeria e di tutti i personaggi, diventa anche la nostra. Perché Uomini che Restano, in fondo, racconta l’imperfezione delle nostre vite. E quando sopra dicevo che ogni volta mi sembra di parlare con Sara Rattaro prima di intraprendere una sua nuova lettura, è perché tra le pagine dei suoi libri ritrovo sempre dei frammenti dei miei ricordi, delle mie esperienze, il mio bagaglio emozionale. Tutte quelle sensazioni ed emozioni scritte nelle pagine, non rimangono lì inermi; escono fuori e diventano reali, ti entrano dentro marchiandoti e ti fanno sentire lo stesso smarrimento provato da Fosca, la sofferenza senza fine di Valeria, ti fa percepire la paura, la vergogna, il silenzio di Lorenzo lungo quarant’anni e il suo bisogno di riscatto per essere se stesso. È un vortice che ti risucchia dentro e non molla la presa.



"Quando temiamo di scoprire qualcosa che potrebbe infastidirci, dovremmo chiederci cosa accadrebbe se ci cambiasse la vita."

Bellissima la caratterizzazione delle due protagoniste, ma anche di tutti personaggi secondari, descritti in modo minuzioso, senza lasciare nulla al caso. Idem per l’ambientazione, dove si percepisce nettamente l’amore della Rattaro per la sua città, Genova. La Superba. È una Genova descritta con orgoglio e affetto, ma è anche una città che parla, è la voce narrante, una voce fuori campo che introduce i POV delle protagoniste. È un libro che va letto e vissuto, perché, sono sicura, ognuno di voi potrà trovarci se stesso in queste pagine, in questo inchiostro intriso di emozioni.
Riconfermo lo stile unico e assolutamente semplice di Sara Rattaro, che attraverso la sua potente penna, riesce sempre a parlare al cuore del lettore con naturalezza e spontaneità. L’unico difetto che posso riscontrare nei suoi libri è che finiscono troppo presto, nel senso che io li divoro subito e, una volta finita la lettura, rimango con gli occhi fissi, incredula e con le mani che accarezzano la copertina.






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