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domenica 8 gennaio 2017

Recensione in Anteprima "Punk 57" di Penelope Douglas

Ciao a tutti amici,

la nostra cara Claudia oggi ci parla dell'ultimo romanzo pubblicato a ottobre 2016 da Penelope Douglas. Punk 57 è un New Adult con un pizzico di dark che tutti vorremmo avere nella nostra libreria. In Italia questo sarà possibile grazie a Newton Compton Editorinessuna data disponibile per adesso, ma vi terremo informati. Intanto vediamo cosa ne pensa Claudia...



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Titolo: Punk 57
Autore: Penelope Douglas
Genere: New adult
Data pubblicazione: 21 Ottobre 2016 Inedito in Italia

“Eravamo perfetti l’uno per l’altra. Fino a quando non ci siamo incontrati.”

Misha

Non posso non sorridere alle parole nella sua lettera. Le manco. In quinta elementare, la mia maestra ci unì con degli amici di penna di un’altra scuola. Pensando che io fossi una ragazza, con un nome come Misha, l’altra maestra mi accoppiò con un suo alunno. La mia maestra, pensando che Ryen fosse un ragazzo come me, accettò. Non impiegammo molto per capire l’errore. In un batter d’occhio, stavamo discutendo di qualsiasi cosa. La miglior pizzeria d’asporto. Android vs iPhone. Che Enimen sia o meno il più grande rapper di sempre… E quello era l’inizio. Per i successivi sette anni, eravamo noi. Le sue lettere sono sempre su carta nera e scritte in argento. A volte è solo una a settimana, altre tre in un giorno, ma ho bisogno di loro. Lei è l’unica che mi tiene in riga, l’unica a calmarmi e accettarmi così come sono. Abbiamo solo tre regole. Niente account social, niente numero di telefono, niente foto. Avevamo qualcosa di bello. Perché rovinarlo? Fino a quando non trovo la foto di una ragazza online. Il suo nome è Ryen, ama la pizza di Gallo, e adora l’iPhone. Quante sono le probabilità? ‘Fanculo. Ho bisogno di incontrarla. Solo non immaginavo di odiare ciò che avrei trovato.

Ryen

Non mi scrive da tre mesi. C’è qualcosa che non va. È morto? Arrestato? Conoscendo Misha , nessuno dei due sarebbe impossibile. Senza di lui, sto diventando pazza. È tutta colpa mia. Avrei dovuto prendere il suo numero di telefono o una sua foto o qualsiasi altra cosa. Potrebbe essere andato via per sempre. O proprio sotto il mio naso, e non potrei mai saperlo.


recensione
La conosco da sette anni, ma non ho mai visto il suo viso.

Misha e Ryen sono amici di penna sin dalle scuole elementari. In sette anni non si sono mai incontrati, eppure abitano a pochi chilometri l’uno dall'altra. Sebbene abbiano da sempre fantasticato sul reciproco aspetto fisico, non di sono mai cercati su Facebook e non si sono mai tesi un'imboscata sotto le rispettive case. Tutto questo non è mai successo perché per loro non era importante, almeno non quanto il rapporto segreto-quasi intimo- che i due condividevano attraverso quello scambio di lettere.
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Ogni settimana, per sette anni, Misha attende la lettera scritta con una penna argentata su un foglio nero, la busta scura con il sigillo in cera a forma di teschio, perché lui sa che quella è la lettera di Ryen. E Ryen, ogni settimana, aspetta che Misha le risponda, svelandole ogni volta qualcosa in più di lui.

Una sera, però, la promessa che anni prima avevano fatto (la promessa di non incontrarsi mai e di non cercarsi su Facebook) viene infranta.

Alla festa organizzata dalla band di cui fa parte Misha prende parte Ryen, solo che lei non sa che il suo migliore amico è proprio lì.

Un video su Facebook attrae l’attenzione di Misha, il quale decide di vederlo. C’è una ragazza che gioca con dell’acqua e che scherza con l’amica che la sta riprendendo. Prima che il video finisca, si sente la ragazza nel video urlare “Ryen!”. Ad aver postato il video è Ryen Trevarrow. È lì che Misha capisce che la ragazza che sta riprendendo è la sua Ryen. La tentazione è così forte che Misha decide di dare un occhiata al suo profilo. Quello che vede non è di certo la strana e timida ragazza che per tutti quegli anni aveva immaginato: la sua Ryen è una ragazza bellissima e davvero sexy. Ed è proprio lì alla festa.

Ora cosa dovrebbe fare? Andare da lei e presentarsi? Fare finta di niente?

In onore di quella promessa fatta anni prima, decide di non dirle niente. Parla un po’ con lei, scherza e flirta anche, ma non le dice come si chiama.

Nei successivi tre mesi da quella festa Misha non risponde più alle lettere di Ryen, non si fa più sentire.

Il dubbio che possa essere successo qualcosa al suo amico di penna attanaglia i pensieri di Ryen, che continua a inviare lettere.

Una mattina si presenta nella sua scuola di Ryen un nuovo studente: è il ragazzo che ha incontrato alla festa mesi prima, Masen Laurent.

Non è stata la voglia di incontrare Ryen a spingere Masen/Misha a frequentare la sua stessa scuola, ma qualcosa di più.

Durante i giorni che passa in quella scuola, una nuova Ryen si presenta agli occhi di Masen, una Ryen diversa da quella che ha conosciuto attraverso le lettere, una Ryen che lui odia.
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Che dire, Penelope Douglas colpisce ancora e più forte che mai.

Con questo suo ultimo romanzo si è davvero superata.

Misha, per chi avesse letto “Mai per Amore”, è molto simile a Jared: tenebroso, cattivo con la protagonista femminile, ribelle e duro.

Odia la Ryen che ha iniziato a conoscere a scuola, odia che lei sia stata capace di ingannare anche lui, odia il fatto che sia completamente diversa dalla ragazza delle lettere, odia che ciò che rendeva la sua giornata, la sua vita migliore sia solo l’invenzione della mente malata di una ragazza.

E, proprio come Jared, anche Misha nasconde un cuore capace di amare con un’intensità quasi disarmante.  Il confine tra odio e amore è veramente sottile, e l’odio di Misha scaturisce di fronte l’amore che lui prova per una ragazza odiosa e superficiale come Ryen.


Non voglio farti malesussurranon voglio nessun’altro. Penso solo a te. Penso a te tutto il tempo, Ryen.

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Ryen, invece, è il personaggio più complicato che possa essere uscito dalla penna della Douglas.

Attraverso le lettere che lei e Misha si scambiano, vediamo una Ryen sincera, un po’ strana, gentile e insicura. Poi il personaggio cambia e Ryen, da affabile amica di penna,  diventa la cattiva della storia. Sapete la ragazza antipatica che compare sempre nei film adolescenziali, quella che bullizza quasi tutti perché crede di essere un gradino sopra gli altri? Bene, quella ragazza è Ryen.

Si circonda dei ragazzi più popolari della scuola, sta con un ragazzo gretto, perverso e infedele solo perché  popolare, la sua migliore amica la odia e di nascosto frequenta il suo ragazzo.

Perché subire tutto ciò?

Perché Ryen è la perfetta personificazione della paura che, credo,  un po’ tutti abbiamo: la paura di restare soli.

Ryen ha paura che la gente la denigri, la prenda in giro o peggio ancora la ignori. Teme di restare sola, senza amici, senza qualcuno che la ami e l’apprezzi. Però vuole anche che a essere suoi amici siano le persone migliori, quelle più popolari, quelle più conosciute.

Perciò si circonda di persone false come Lyla e Trey, solo per vivere di riflesso la loro popolarità e la loro notorietà.

Ryen teme anche che non possa mai essere accettata per ciò che è. Ha allontanato sua madre, sua sorella, i suoi veri amici solo perché ha iniziato a credere che non le volessero bene per il suo essere Ryen, che fingessero di affezionarsi a lei.

Questo però non accade con Misha. Con lui riesce a essere finalmente se stessa, riesce a riversare nelle parole che gli invia tutto ciò che nasconde agli occhi degli altri durante il giorno. Misha, sebbene non abbia mai incontrato Ryen, la conosce più di qualsiasi altra persona con la quale lei passa le giornate.
photogrid_1483554211455Devo ammettere che, inizialmente, il comportamento di Misha/Masen nei confronti di Ryen mi ha, in un certo senso, destabilizzato. Non sono gentili le parole che all'inizio lui rivolge alla protagonista femminile. Sono insulti veri e propri, aggettivi denigratori, umilianti. C’è volgarità nelle parole che usa Misha, ma non parlo di quella volgarità che ti fa arricciare il naso e chiudere il libro. La volgarità non manca mai nei libri della Douglas, come non mancano personaggi dalla personalità forte e tormentata, ma l’autrice ha il potere di rendere la grossolanità delle parole, la cattiveria delle azioni dei personaggi in qualcosa di necessario. Come era necessario che Jared odiasse Tate, qui è stato necessario che Misha trattasse male Ryen, che la disprezzasse e la ferisse psicologicamente.

Siamo tutti ripugnanti, Ryen. La differenza è che alcuni lo nascondono e altri lo fanno vedere.

La storia che Penelope Douglas è andata a sviluppare è senza precedenti nella sua bibliografia.

Non pensate a Punk 57 come a una storiella d’amore tra un ragazzo ribelle e una ragazza insicura (probabilmente le librerie saranno piene di storie di questo genere), ma come alla maturazione emotiva e psicologica di una ragazza che finalmente riesce a evadere da quelle insicurezze che da anni la tenevano prigioniera in se stessa.

Penso che qualsiasi ragazza, come me, possa rispecchiarsi in Ryen, vedere in questa eroina una parte di se stesse, riconoscere in lei le proprie incertezze, anche quelle più nascoste e che si ha paura di fronteggiare.
Misha. Va’  a casa. Torna a Thunder Bay.

Non posso. Non ho una vita lì se tu non ci sei. Tu sei parte di tutto ciò di buono che io possa aver mai fatto, Ryen. Ti prego.

Peccato che non mi sia scappata la lacrimuccia alla fine di tutto, altrimenti sarebbe stato un libro da voto tondo tondo.




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